All’arrivo del feretro c’era anche Enrico Ruggeri, l’amico di sempre, accanto alla moglie Danila e alla figlia Nagaja: «Era un fratello per me, che sono figlio unico». L’ultimo abbraccio a Evaristo Beccalossi, alla chiesa Conversione di San Paolo a Brescia (gremita), è stato un omaggio all’uomo, al calciatore, a un simbolo di libertà e brescianità.

Gli omaggi
I funerali sono stati celebrati da don Marco Mori, responsabile della pastorale giovanile della diocesi, e da don Angelo Calorini, che aveva accompagnato Evaristo nell’ultimo tratto di vita, dopo il ricovero in Poliambulanza. Sulla bara due maglie con il dieci: una dell’Inter, l’altra dell’Union Brescia (che l’ha di fatto «scongelata» per l’occasione, avendo ritirato quel numero), donate dalle delegazioni dei due club.
Nutrita rappresentanza per i nerazzurri: il vicepresidente Javier Zanetti, il direttore sportivo Piero Ausilio, l’attaccante Francesco Pio Esposito, bresciano d’adozione. Con loro anche Francesco Toldo, Lele Oriali e Marco Andreolli, ex interisti. Per il Brescia, invece, presenti il diesse Andrea Ferretti, il tecnico Eugenio Corini, il capitano Davide Balestrero e il club manager Edoardo Piovani. In prima fila pure la sindaca Laura Castelletti. E poi i tifosi. Una delegazione di quelli nerazzurri ha esposto uno striscione: «Eri un grande uomo, un vero interista», l’ultimo messaggio per «Becca».
L’omelia

Insieme ai gonfaloni (ufficiali e non) di Inter e Brescia ne ha fatto capolino uno milanista, portato dal tifo organizzato rossonero. Tra le corone di fiori, anche quelle recapitate da Gianni Infantino (presidente Fifa, rappresentata da Donato Albanese) e da Massimo Moratti. «Evaristo a questo punto uscirebbe a fumare una sigaretta – ha esordito nella sua omelia don Marco Mori –. Era quello che noi bresciani definiremmo un “brao gnaro”, uno di noi. E poi è stato un dono per il calcio: da interista, vorrei che il ventunesimo scudetto fosse dedicato a lui. Altobelli, non a caso, ha detto che a San Siro si andava per vedere lui, non i nerazzurri».
Spillo è bloccato in Kuwait: le conseguenze delle crisi geopolitiche gli hanno impedito di rientrare in tempo in Italia. Mattia, il figlio, ha letto un messaggio autografo dell’ex attaccante della Nazionale: «Ciao Evaristo, compagno, complice, fratello, amico. Resterai un pezzo importante della mia vita. Eravamo due facce della stessa medaglia, bastava uno sguardo per comprenderci. Ti ho voluto bene, mi hai voluto bene. Poi l’ultimo dribbling che non mi aspettavo: hai scartato anche la vita, impedendole di toglierti la dignità».

L’affetto
In chiesa, a San Polo, non c’era solo il mondo del calcio: seduto accanto al ds interista Piero Ausilio, anche Max Pezzali ha voluto rendere omaggio a Beccalossi. La lista è lunghissima: l’ex ct della Nazionale Cesare Prandelli, tanti volti del passato e presente nerazzurro (Bergomi, Bordon, Branca, Muraro, Pasinato, Scanziani, Beppe Baresi, Vecchi), vecchi nomi del Brescia (Egidio Salvi e Luciano De Paola, tra gli altri), il comico Paolo Rossi, che ai due rigori che fallì con lo Slovan Bratislava dedicò addirittura una pièce teatrale. Tutti uniti nel ricordo di un campione che ha emozionato con i suoi dribbling. Il feretro, dopo l’ultimo saluto nel piazzale della chiesa, sarà portato a Pavia per la cremazione.




