Mancano poche ore, al massimo pochi giorni, all’avvio delle operazioni che porteranno fuori dal sito ex Selca di Forno Allione i primi rifiuti tossici, rimasti per vent’anni all’interno dell’area industriale dismessa. In questi giorni sono in corso i lavori di pulizia e riordino del sito e dalla prossima settimana dovrebbe iniziare la rimozione di alcuni rifiuti presenti nel sito derivanti dalle attività di cantiere. Subito dopo partirà la predisposizione delle prime «big bags», i grandi sacchi destinati al confezionamento del materiale tossico da trasferire in Assia, in un sito di smaltimento in Germania. Salvo imprevisti, le prime spedizioni potranno cominciare la prima settimana di giugno.
Il contesto
Una data attesa da anni, a Berzo Demo e in Vallecamonica, dove la vicenda ex Selca rappresenta una delle ferite ambientali più complesse del territorio camuno. L’impianto, fallito nel 2010, conserva ancora decine di migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi: secondo le stime più recenti, la bonifica completa riguarda circa 55mila tonnellate e richiede risorse complessive per circa 24milioni di euro.

In questa prima fase, ormai alle porte, dovrebbero essere insaccate le prime 4-5mila tonnellate di materiale, per un valore di circa due milioni di euro, presenti nel «portafoglio» del fallimento. «Attendiamo con ansia l’uscita dei primi camion», aveva detto alcuni giorni fa il sindaco di Berzo Demo Gian Battista Bernardi, che da anni segue una partita tanto delicata quanto intricata, tra aule giudiziarie, tavoli tecnici, attese, risorse da reperire e procedure complesse.
La «spinta» della Regione
Negli ultimi mesi il quadro economico si è rafforzato grazie alla Regione, che poche settimane fa, per bocca dell’assessore Giorgio Maione, ha annunciato ulteriori dieci milioni per il trasporto all’estero dei materiali. Risorse che si aggiungono agli stanziamenti già messi in campo e che hanno contribuito a sbloccare la situazione.
La consapevolezza è che la partenza dei primi camion non chiuderà la vicenda, ma segnerà un passaggio fondamentale, con l’avvio concreto dello svuotamento di un sito che per troppo tempo è rimasto simbolo di rischio ambientale. Per completare l’operazione serviranno probabilmente altri fondi e ora è anche il tempo di ragionare sul futuro dell’area. Ma ora l’attenzione è tutta sui cancelli, che si apriranno per far passare i primi camion.



