Con l’inaugurazione di ieri a Esine del nuovo ospedale di comunità è stato posto il «primo importante tassello della rete territoriale della Valcamonica», pensato per rafforzare l’assistenza di prossimità e accompagnare i pazienti nel passaggio tra il ricovero ospedaliero e il rientro a casa. La struttura, già operativa, può accogliere fino a venti persone ed è stata realizzata con 5milioni di fondi Pnrr.
Il progetto
L’edificio si sviluppa su circa mille metri quadri, con un piano fuori terra e uno interrato per i servizi tecnici. Progettato con standard costruttivi elevati, potrà in futuro essere ampliato in verticale.

Particolare attenzione è stata dedicata alla sostenibilità: l’impianto geotermico conta 18 sonde verticali a circa cento metri di profondità, collegate a tre pompe di calore ad alta efficienza. In copertura è stato installato un impianto fotovoltaico e, grazie anche ai sistemi di termoregolazione monitorati da remoto, l’edificio è classificato a energia quasi zero.
Si tratta di una struttura di ricovero breve, pensata per persone che non necessitano di un reparto specialistico, ma non possono essere assistite a domicilio. L’accesso potrà avvenire attraverso la centrale operativa territoriale, da reparti, pronto soccorso o su proposta della rete territoriale.
Gli interventi
Il direttore generale dell’Asst Valcamonica ha definito l’ospedale di comunità come «un presidio ponte tra ospedale e casa. Con questa inaugurazione, la Valle rafforza il proprio modello di sanità territoriale integrata, capace di accompagnare il paziente in ogni fase del percorso di cura, dall’acuta al rientro a casa. Sono sei le Case di comunità già attive e a breve aprirà quella di Edolo con anche l'ospedale di comunità».

Mentre il presidente della Regione Attilio Fontana ha spiegato che si tratta di una struttura a prevalente gestione infermieristica, «che può avvalersi di un’eccellenza del territorio, ovvero il corso di laurea in Infermieristica, un modello per la Lombardia».

Negli ultimi tre anni, infatti, Asst Valcamonica ha assunto a tempo indeterminato 80 infermieri, 47 dei quali laureati nel corso erogato in Valle. Per l’assessore regionale Simona Tironi è stato «un investimento importante per la salute dei cittadini e per il futuro del territorio», mentre per il collega Giorgio Maione «la struttura rappresenta un modo concreto di fare sanità che guarda al futuro». Durante l’inaugurazione sono intervenuti anche i tecnici di Asst Valcamonica per illustrare il modello assistenziale, gli aspetti clinici e gestionali, la struttura e le tecnologie.



