«Bisogna costruire un metodo che consenta ai Comuni di procedere insieme, e non più singolarmente, nella raccolta e segnalazione dei danni da maltempo, al fine di ottimizzare le possibilità, per aziende e cittadini, di ricevere sostegni economici»: è l’input che l’Amministrazione comunale di Gambara ha lanciato e a sindaci, associazioni di categoria ed enti superiori durante un tavolo di confronto che si è tenuto lunedì pomeriggio in Municipio.
Tanti i soggetti che hanno accolto l’invito: tra i presenti, c'erano il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, il vicepresidente di Confagricoltura Brescia, Ivan Valtulini, le banche Cassa Padana, Bcc Agrobresciano e Valsabbina, diversi Comuni limitrofi, come Pavone del Mella, Fiesse, Pralboino, Isorella e Gottolengo, e in collegamento la consigliera provinciale Caterina Lovo Gagliardi e un funzionario di Regione Lombardia.
La grandinata di luglio
Partiamo da una premessa: il territorio di Gambara, il 20 luglio, è stato colpito da una grandinata che ha provocato danni ingenti a privati e aziende di vario genere, in particolare quelle agricole. Dalle segnalazioni formali inoltrate poi alla Regione risultano danni per 20 milioni di euro, ma si tratta di una stima sommaria, dato che non tutti hanno segnalato e che per alcune tipologie di danno sono previsti iter diversi. Il Comune ha chiesto lo stato di calamità a Regione Lombardia, che «sta valutando, come da prassi, la richiesta, per poi formulare la risposta», riferisce il sindaco Tiziana Panigara.
Procedure
«Anche altri Comuni del circondario, quest’estate, hanno subito danni a causa di violenti episodi meteorologici, sempre più frequenti- introduce il sindaco -. Quindi la volontà dell’incontro era sensibilizzare tutti i soggetti all’esigenza di strutturare un metodo e un percorso univoci che, in caso di disastri, ci consentano, come Comuni, di convogliare procedure, richieste e anche forze competenti, al fine di gestire al meglio le segnalazioni dei danni. In questo modo potremmo supportare concretamente i nostri cittadini e le nostre aziende che altrimenti rischiano di trovarsi da soli a gestire, oltretutto in tempi molto stretti, la burocrazia necessaria per quantificare i danni e ottenere, come territorio, lo stato di calamità e i fondi a disposizione. Ad esempio, la realtà dell’Hub della Conoscenza potrebbe essere preziosa da questo punto di vista, dato che sta già lavorando nel segno della cooperazione tra enti».
Non più casi straordinari
Alla base, un’evidenza: non sono più eventi straordinari; bisogna strutturarsi. «I presenti si sono resi disponibili a guardare in questa direzione e a dialogarne con gli enti preposti. Ringrazio tutti per la partecipazione», commenta il sindaco.
L’intento del tavolo era anche rivolgersi alle banche: «A loro ho anche lanciato una richiesta di aiuto affinché si rendano disponibili a linee di credito in grado di supportare le aziende loro clienti: pensando all'Agricoltura, ci sono alcune aziende a conduzione familiare che se non hanno la possibilità di essere supportare rischiano di perdere il loro futuro per un evento di maltempo».



