Per qualcuno il pulmino nuovo è stato un problema: non lo riconosceva, non ci voleva salire. Ma anche il cambio di pettinatura di un operatore può essere destabilizzante per gli utenti del Centro diurno disabili Villa Dalla Rosa di Fasano del Garda: 27 persone dai 17 ai 60 anni con disabilità cognitive importanti, disturbi dello spettro autistico e condizioni nelle quali la stabilità di ambienti, gesti quotidiani e riferimenti sono essenziali per il mantenimento dell’equilibrio e l’efficacia del percorso assistenziale. Viene dunque da qui la preoccupazione dei loro familiari per il doppio trasloco che li aspetta.
E l’appello lanciato a una serie di Comuni perché sia trovata una sede intermedia che renda meno traumatico il distacco da quella attuale, certo ideale per la sua posizione - nel verde, sul lago, lontana da traffico veicolare e rumori - ma soprattutto conosciuta e rassicurante. Ci sono quindici giorni di tempo.
Un passo indietro. Il Cdd Villa Dalla Rosa ha sede in una struttura che Fobap Anffas occupa da decenni in affitto dalla Fondazione Villa Paradiso. Quella che recentemente ha venduto Villa Zanardelli, a Toscolano Maderno, a un privato: un’operazione che aveva già comportato il trasferimento delle 40 persone con disabilità ivi residenti in un nuovo centro realizzato poco lontano. La stessa soluzione è stata indicata come possibile alle famiglie degli utenti di Villa Dalla Rosa quando, circa cinque anni fa, si è prospettato un passaggio analogo anche a fronte della necessità di importanti interventi di adeguamento della struttura di Fasano. Poco male, hanno pensato le famiglie, mettendosi in attesa con fiducia.
Un anno fa, la prima «brutta notizia»: la nuova sede del Centro diurno disabili sarà a Gavardo, «in un posto con caratteristiche completamente diverse da quello attualmente frequentato dai nostri congiunti», dicono i familiari riferendosi a «dimensioni ridotte, assenza di verde, affaccio sulla trafficatissima strada statale». L’area peraltro aveva bisogno di una bonifica che è stata realizzata. Ora sarà costruita la nuova struttura. «Ma intanto abbiamo avuto la seconda doccia fredda: la sede di Fasano va lasciata libera entro il 1° febbraio dell’anno prossimo quindi sarà necessario un trasferimento temporaneo in un altro posto, individuato a Vobarno».
A quel punto i familiari si sono mobilitati, sia con Fobap Anffas (che «ci ha spiegato di aver cercato invano alternative») sia con alcuni Comuni del Garda dove esistono edifici scolastici ormai inutilizzati o altre strutture funzionali allo scopo. «Ma da questi non abbiamo ricevuto risposte», riferiscono. Sempre più allarmati, hanno chiesto un incontro con il presidente e il direttore generale di Fobap Anffas, Giorgio Grazioli e Paolo Zaninetta, ricevendo martedì scorso «grande comprensione» e sostegno per un’ulteriore iniziativa, da concludersi però in una quindicina di giorni perché i tempi sono stretti: contattare una serie di Comuni per «chiedere un’attivazione urgente nella ricerca di una sede alternativa al trasferimento temporaneo previsto a Vobarno».
L’idoneità e la possibilità di autorizzazione e accreditamento delle sede eventualmente individuata dovranno poi essere verificate da Fobap Anffas con Ats e altri enti competenti. La Pec, che ancora una volta esprime la preoccupazione per «le possibili conseguenze di un cambiamento ambientale così radicale, cui seguirebbe un ulteriore trasferimento nella futura struttura di Gavardo», è stata inviata ieri mattina ai Comuni di Toscolano Maderno, Salò, Gardone Riviera, San Felice del Benaco, Villanuova sul Clisi, Manerba, Moniga, Roè Volciano, Vobarno, Gavardo, Serle, Prevalle, Paitone, Nuvolera e Tignale. Si tratta tra l’altro dei Comuni di residenza degli utenti di Villa Dalla Rosa: «È formalmente corretto e giusto coinvolgerli, visto che si tratta di loro cittadini», dicono i familiari. E, «considerata la ristrettezza dei tempi chiediamo un primo riscontro scritto entro sette giorni dal ricevimento».




