Il «combinato disposto» tra burocrazia, gas radon e bacillo della legionella ha allungato i tempi. Col risultato che, anche se i lavori di ripristino erano (quasi) finiti nel 2023, la «cupola» del Centro sportivo di via Olimpia è diventata operativa solo un paio di settimane fa.
La vicenda
La storia inizia negli Anni Settanta, quando l’amministrazione comunale decide di costruire gli spogliatoi per il campo di calcio del Centro sportivo: un manufatto in cemento armato, con una superficie calpestabile di 500 metri quadrati. Come copertura una sottile lastra di rame. Siccome la struttura ha un’insolita sezione circolare, forse per invidia nei confronti della Città eterna, che sfoggia il famoso Cupolone, vox populi gli spogliatoi di Ghedi prendono il nome di «cupola».
Col passare degli anni la cupola perde l’originale appeal, qualche pezzo e pure la sua funzione: da spogliatoio diventa magazzino. Una fine ingloriosa per un manufatto a suo tempo riverito e ammirato. Cinquant’anni dopo (siamo nel 2022) l’amministrazione comunale decide di sistemare la vecchia e malmessa cupola: nuovi servizi, nuovi impianti, un sottopalco, cappotto termico… Un intervento da 287.000 euro: 90.000 arrivati dallo Stato, 25.000 dal Gse, il resto a carico del Comune. Tutto bene. Ma dietro l’angolo c’è il combinato disposto.
Il gas radon e la legionella
Si inizia un orpello burocratico, che rallenta la riapertura. Superato questo primo ostacolo si presenta il gas radon, presente in quantità eccessiva: problema risolto con un impianto per l’estrazione dell’aria. Siccome non c’è il due senza il tre, ecco il bacillo della legionella.
«La cupola – spiega il consigliere incaricato Luigi Brontesi – utilizza l’acqua di un impianto centralizzato. Siccome il consumo è limitato, l’acqua calda che ristagna nei tubi ha causato questo problema». Che però, grazie alla sinergia tra gli assessorati all’Urbanistica, al Lavori pubblici e allo Sport, è stato risolto. Ergo: da un paio di settimane la cupola è finalmente tornata operativa. «Gli spogliatoi – anticipa Brontesi – sono a disposizione non solo dei calciatori, ma anche di chi al Centro sportivo pratica altre discipline. Serviranno anche per i due campi di padel che abbiamo in animo di realizzare».



