Uno sguardo indietro pieno di dolore, ma consapevoli di avere qualcuno pronto a spendersi per il prossimo e a cui va un enorme «grazie».
Ricordo
Con questo spirito, nella Giornata nazionale in ricordo delle vittime del Coronavirus, il mondo del volontariato di Carpenedolo si è stretto ieri alla comunità per non dimenticare la pandemia e chi si è «portato via».
Un’operazione ricca di commozione, quella tenutasi nella sala Paolo VI con una messa di suffragio, durante la quale il parroco don Riccardo Bergamaschi ha rimarcato «l’umanità emersa di fratelli e sorelle in servizio nelle difficoltà di cinque anni fa». Uomini e donne «speciali», a cui l’Amministrazione comunale ha mostrato riconoscenza: «Avete fornito un supporto importante alla popolazione, costretta a casa per il lockdown», dice il sindaco Luca Franzoni.
Affermazioni
Le loro «carezze» vengono così riportate in un libricino pubblicato dalla Protezione civile. Un sodalizio, questo, che per voce del coordinatore Nadia Bettari «nel 2020 si è reinventato per affrontare le necessità del momento, trasportando ad esempio farmaci e bombole d’ossigeno sui veicoli messi a disposizione dell’associazione Nonni di Carpenedolo». Allo stesso modo, anche gli Alpini non si sono tirati indietro: «Abbiamo consegnato viveri a domicilio e sanificato la Rsa con l’Esercito», rammenta il capogruppo Graziano Pasotti.
Il tutto mentre con l’associazione «Un futuro per bambini di Chernobyl» si cercavano disperatamente mascherine: «Alla fine, riscontrando una grande generosità, siamo riusciti nell’impresa di consegnarne una a ciascun cittadino», aggiunge l’ex vicesindaco Tiziano Zigliani. «Abbiamo effettuato tantissimi controlli, temperatura e anti-assembramento», aggiunge Umberto Perri, presidente della sezione locale dell’Anc. «Ci siamo mobilitati in più campi, dando sostegno pure da remoto», chiosa Desirè Treccani, presidente del comitato della Croce Rossa di Calvisano.



