Cronaca

Coste, il sindaco di Caino: «Mi chiedo se la strada vada vietata alle moto»

Un interrogativo lanciato dopo la notizia dell’ennesima vittima su un tratto in cui continuano a verificarsi incidenti anche gravissimi
Barbara Fenotti
La scena dell'incidente in cui ha perso la vita Andrea Mazzotti - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
La scena dell'incidente in cui ha perso la vita Andrea Mazzotti - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

Sulle Coste di Sant’Eusebio il dramma si è consumato in pochi istanti e i primi ad accorrere sul luogo della tragedia sono stati alcuni giovani motociclisti presenti lungo la medesima strada. «Ho visto arrivare l’elisoccorso e ho subito avuto un brutto presentimento – racconta un testimone che si trovava in un bar della zona –. Alcuni ragazzi hanno assistito direttamente all’incidente e uno di loro ha praticato il massaggio cardiaco, ma purtroppo il motociclista è morto sul posto».

A confermare la gravità immediata dell’impatto è anche un altro motociclista: «Due miei amici hanno visto tutto. Uno ha anche tentato di rianimare la vittima, ma senza successo». Parole che restituiscono tutta la drammaticità dell’ennesimo incidente mortale lungo uno dei tratti stradali più discussi della provincia.

Tra i primi a commentare la tragedia c’è il sindaco di Caino, Cesare Sambrici, da anni impegnato insieme ai colleghi di Vallio Terme, Odolo e Agnosine nel confronto con la Prefettura per individuare soluzioni capaci di ridurre il numero di incidenti sulle Coste. «Il primo pensiero va al ragazzo e alla sua famiglia – afferma –. Ogni volta che succede una tragedia del genere è una sconfitta che ci fa sentire impotenti. È inevitabile chiedersi se abbiamo fatto abbastanza per evitarla».

Sambrici ringrazia anche le forze dell’ordine e i carabinieri che da settimane stanno tenendo d’occhio le Coste: «Oggi la zona era presidiata: i carabinieri di Gardone e di Nave hanno fatto diversi passaggi, e a loro va il nostro ringraziamento».

Poi la riflessione che assume il tono di una provocazione. «Da anni chiediamo misure efficaci e continuiamo a confrontarci con le istituzioni. Ma quando accadono episodi come questo viene spontaneo domandarsi: che cosa dobbiamo fare ancora? Chiudere la strada alle moto?».

Un interrogativo lanciato a caldo, nel giorno dell’ennesima vittima, che riporta al centro il dibattito sulla sicurezza di un’arteria che soprattutto nei fine settimana richiama molti motociclisti e che continua, nonostante controlli e campagne di sensibilizzazione, a registrare incidenti anche gravissimi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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