La moto è a terra. L’auto qualche metro più avanti. E, ancora oltre, il corpo ormai senza vita. Non c’è stato nulla da fare per Andrea Mazzotti, 31enne di Ghedi che nel pomeriggio, mentre stava percorrendo le Coste di Sant’Eusebio in sella alla sua moto, si è scontrato con una auto che proveniva nel senso opposto. Nell’impatto, violentissimo, il giovane è stato sbalzato dalla sella ed è ricaduto pesantemente a terra diversi metri più avanti. Una tragedia che segna purtroppo un’altra croce sull’asfalto della nostra provincia, in una pesante contabilità che non sembra conoscere fine. Dall’inizio di giugno infatti sono già dieci le vittime.
Nel pomeriggio
L’incidente è avvenuto attorno alle 15.45 di oggi pomeriggio, nel tratto compreso tra i territori di Caino e Vallio Terme, appena dopo lo scollinamento verso la Valsabbia. Secondo quanto è stato ricostruito fino ad ora dai carabinieri delle compagnie di Salò e aoloGardone Valtrompia, la moto procedeva da Odolo verso Caino quando, in un tratto in cui si susseguono diverse curve, ha invaso la corsia opposta e ha colpito la parte anteriore sinistra della Fiat 500 L di una coppia di anziani che procedeva in senso opposto. Chi ha assistito alla scena ha provato a prestare aiuto, le manovre di rianimazione sono iniziate subito.
Immediatamente è stato chiesto anche l’intervento di medici e infermieri, in Valsabbia è arrivato l’elisoccorso decollato da Montichiari ma purtroppo per il giovane di Ghedi non c’è stato nulla da fare, è morto sul colpo. Tocca ora ai carabinieri stabilire con certezza cosa abbia causato l’incidente e perché Andrea Mazzotti abbia invaso l’opposta corsia di marcia.
La vittima
Il motociclista abitava a Ghedi e lavorava in una ditta di Poncarale, lascia la madre e una sorella. Il magistrato di turno ha disposto il nullaosta per la restituzione della salma ai familiari e nelle prossime ore saranno decisi i dettagli per il funerale.
Con la tragica scomparsa di Andrea Mazzotti sale a 35 il numero di vittime sulla strada dall’inizio dell’anno. Un numero purtroppo in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e che segna, per il secondo anno consecutivo, una pericolosa inversione di tendenza dopo anni di calo delle morti sulla strada.



