Cronaca

Corda Molle, il pedaggio fa crollare il traffico del 40%: tutti i numeri

Nei primi due mesi con il pagamento, Autovia Padana e la Provincia hanno sborsato 615mila euro per garantire la gratuità ai residenti
Stefano Zanotti

Stefano Zanotti

Giornalista

La Corda Molle senza traffico - © www.giornaledibrescia.it
La Corda Molle senza traffico - © www.giornaledibrescia.it

Quando è arrivata la notizia dell’introduzione del pedaggio sulla Corda Molle, tutti – ma proprio tutti – hanno ipotizzato un crollo del traffico. In effetti non serviva Nostradamus, non era propriamente una profezia ardita. Adesso, però, ci sono i dati ufficiali a certificare quello che era stato ampiamente pronosticato.

I numeri

Prima di riportare i numeri di Autovia Padana (la concessionaria che gestisce il raccordo), è essenziale precisare due date. Il pedaggio sulla Corda Molle è stato introdotto il 1° marzo 2026 e fino al 1° maggio è stato applicato lo sconto del 100% (metà a carico di Autovia Padana e metà a carico della Provincia) ai residenti dei 22 Comuni attraversati o nel raggio di 2 km dal raccordo. Da maggio lo sconto del Broletto è cessato ed è rimasto in vigore solo quello del concessionario, che da marzo è garantito anche ai residenti della città.

Chiarito questo, si possono analizzare i dati con più consapevolezza. A gennaio e a febbraio (senza pedaggio) i viaggi mensili totali (che comprendono tutte le categorie di veicoli) sulla Corda Molle sono stati rispettivamente 2.345.714 e 2.419.368. A marzo si è scesi a 1.684.240 e ad aprile sono diventati 1.660.994. A maggio se ne sono registrati 1.601.310. Vuol dire che dopo l’introduzione del pedaggio il traffico è calato inizialmente del 30,39%, superando poi anche il 33% quando si è ridotta la scontistica per i residenti. A maggio, rispetto a febbraio, si sono registrati 818.058 viaggi in meno. E se il raffronto viene fatto analizzando quattro settimane intere (28 giorni) il calo rispetto a febbraio arriva quasi al 37%.

La diminuzione del traffico è certificata anche dalla media dei viaggi giornalieri: si passa dai 75.668 e 86.406 di gennaio e febbraio ai 54.330, 55.366 e 51.655 di marzo, aprile e maggio. Esattamente come per il dato totale, pure qui a maggio c’è un calo ulteriore: rispetto a febbraio è del 40,22%. Stesso trend che si può vedere nei dati relativi ai veicoli teorici che percorrono per intero (da Ospitaletto a Fascia d’Oro) la tratta autostradale.

Insomma, l’incubo di ritrovarsi con molti veicoli sulle strade secondarie si è trasformato in realtà. Comparando quattro settimane intere (per un confronto più accurato), ad aprile sulla Corda Molle ci sono stati oltre 884mila viaggi in meno rispetto a febbraio. Che per forza di cose sono stati assorbiti dalla viabilità alternativa, quella che si snoda tra paesi e vie trafficate.

Riduzioni

C’è un’ulteriore analisi che si può fare. Autovia Padana riporta che l’incidenza dei viaggi con sconto è oscillata indicativamente tra il 16% e il 22% tra marzo e aprile: tra il 20% e il 28% per la classe 1 (moto e auto)e tra il 3% e il 9% per la classe 2 (auto con rimorchio, furgoncini e camper). Questo non significa che il 20% dei viaggi sia stato effettuato dai residenti, perché non tutti hanno aderito all’agevolazione, che non era automatica. Ma possiamo dire che circa un viaggio su cinque ha beneficiato degli sconti.

Nel bimestre marzo-aprile il totale della scontistica è stato di 615mila euro, di cui 305mila a carico della Provincia. Se l’incidenza dei viaggi scontati dovesse essere la stessa per tutto l’anno, per garantire il transito gratis ai residenti servirebbero quindi all’incirca 3 milioni e 690mila euro. 690mila euro in più di quello che era stato inizialmente previsto. E in questo calcolo c’è anche l’agevolazione del 50% ai cittadini di Brescia.

Costi

Quei 700mila euro non sono una cifra impossibile da trovare. Il problema è che la previsione iniziale di 3 milioni di euro è ormai stata superata. In primo luogo perché dal 2028 ci sarà un aumento del pedaggio sul raccordo (previsto nel Piano economico finanziario) e infatti Autovia Padana ha già messo a disposizione 3 milioni di euro all’anno per coprire solo il suo 50%. E poi la Provincia ha ormai abbandonato l’idea dello sconto solo per i residenti. Anche su pressione dei sindaci di altri Comuni che chiedono tuttora vantaggi per i pendolari del raccordo, a prescindere da dove abitano.

Una volontà irrealizzabile, lo ha confermato il presidente Emanuele Moraschini nel corso dell’ultimo Consiglio provinciale. Uno sconto del 25% sul pedaggio dall’undicesimo viaggio in poi costerebbe al Broletto circa 230mila euro al mese, più di 2 milioni e 700mila euro all’anno. Se invece venisse applicato uno sconto del 25% su tutti i viaggi a chi percorre la tratta più di sei volte il costo raggiungerebbe gli 815mila euro al mese, quasi 10 milioni all’anno. Una cifra esorbitante per un ente che ha già diverse difficoltà a far quadrare il bilancio.

I primi dati sul pedaggio e la scontistica del raccordo Ospitaletto-Montichiari aprono dunque una serie di interrogativi. Dato per assodato che la tratta si deve pagare, forse la decisione iniziale della Provincia di agevolare esclusivamente i residenti – che aveva fatto storcere il naso a molti – era l’unica davvero sostenibile?

Certamente non è democratica, come più volte è stato sottolineato, ma era – ed è tuttora – la sola tollerabile a livello economico. E l’unica che può aiutare almeno una parte dei bresciani.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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