Cronaca

Autostrade, il sistema free flow (come in Corda Molle) è pronto ad allargarsi

Per ora la diffusione riguarda solo il Nord Italia e i chilometri interessati sono ancora pochi. A beneficiarne è soprattutto il traffico, ma restano ancora alcuni dubbi sulle modalità di pagamento
Stefano Zanotti

Stefano Zanotti

Giornalista

Il sistema Free Flow sulla Corda Molle - © www.giornaledibrescia.it
Il sistema Free Flow sulla Corda Molle - © www.giornaledibrescia.it

Se dopo l’introduzione del pedaggio avete deciso di boicottare la Corda Molle, forse non sapete di cosa stiamo parlando. Magari, invece, siete passati sull’autostrada che collega Parigi alla Normandia, oppure sull’A636 che in Spagna attraversa i Paesi Baschi. E lì vi siete accorti che i caselli non ci sono più: se avete un dispositivo di telepedaggio c’è stato solo un «bip» ogni tanto, mentre a bordo strada si susseguivano i cartelli che vi indicavano di andare su un sito per pagare l’autostrada.

È il free flow, un sistema che permette di pagare il pedaggio autostradale senza dover ricorrere a barriere fisiche o a caselli. Lungo il tracciato vengono installati dei portali dotati di sensori e telecamere: questi rilevano, se è presente, un dispositivo di telepedaggio e in automatico addebitano l’importo sul conto dell’utente; oppure fotografano la targa del veicolo e calcolano la tariffa in base ai chilometri percorsi. In questo caso si deve provvedere al pagamento in autonomia, utilizzando o l’app o il sito web del gestore della tratta. Alcuni concessionari permettono anche di pagare in punti fisici specifici o di registrare la propria targa e di associarla a una carta di credito rendendo automatici i pagamenti. 

Cosa succede se non si paga? Generalmente la scadenza è di 15 giorni, al termine dei quali viene inviato un sollecito (i dati del proprietario del veicolo vengono recuperati attraverso la targa) che comprende anche i costi di accertamento e di notifica. Se il sollecito viene ignorato, la violazione viene trasmessa alla Polizia stradale e convertita in sanzione amministrativa, come previsto dall’articolo 176 del Codice della strada, che nel comma 11 certifica la possibilità di utilizzare il sistema free flow: «Sulle autostrade e strade per il cui uso sia dovuto il pagamento di un pedaggio, l'esazione può essere effettuata mediante modalità manuale o automatizzata, anche con sistemi di telepedaggio con o senza barriere. I conducenti devono corrispondere il pedaggio secondo le modalità e le tariffe vigenti». La multa può variare dagli 87 ai 344 euro e si possono perdere anche due punti sulla patente.

In Italia

Il sistema in Italia è attivo su un numero esiguo di tratte: parliamo di circa 200 chilometri sugli oltre 6mila. Per ora il free flow è installato sull’A33 Autostrada delle Langhe, sull’A36 Pedemontana Lombarda, sull’A59 tangenziale di Como, l’A60 tangenziale di Varese e, come detto, sulla Corda Molle. 

Il sistema, logicamente, permette al traffico di essere più scorrevole. Tutti, infatti, siamo abituati a vedere lunghe code alle barriere e ai caselli, soprattutto nei periodi festivi. Ma secondo i gestori c’è anche una riduzione dei consumi e dell’inquinamento, che spesso sono dovuti alle continue frenate e accelerate mentre si è in viaggio.

Per questo il free flow è un sistema che è destinato ad ampliarsi. Adesso la diffusione riguarda solo il Nord Italia, ma nei prossimi mesi potrebbero essere molte le tratte che decideranno di affidarsi al nuovo sistema. Che potrebbe arrivare così anche sui tragitti più trafficati.

I dubbi

Quando il free flow è stato introdotto sulla Corda Molle – in concomitanza con l’introduzione del pedaggio il primo marzo 2026 – ha fatto storcere il naso a molti. All’inizio non è stato facile capire le modalità del pagamento e in più, per questo raccordo, c’è stata pure la complicazione dovuta all’esenzione per i residenti.

In generale comunque le preoccupazioni colpiscono chi non ha un dispositivo di telepedaggio. L’automobilista non riceve nessuna notifica immediata e, se viaggia su tratte che non conosce, potrebbe non sapere che è obbligatorio pagare. È dunque il viaggiatore occasionale quello che corre più pericoli, ma anche chi è a conoscenza del pedaggio potrebbe dimenticarsi di pagare entro 15 giorni e incorrere così  in una maggiorazione.

La Corda Molle

Sulla Corda Molle è attiva l’agevolazione per i residenti di 23 Comuni, con uno sconto del 50%. Per usufruire delle agevolazioni occorre anzitutto certificare la propria residenza attraverso l’apposita piattaforma online. Oltre alla registrazione, per ottenere l’agevolazione tariffaria occorre essere titolari di un contratto di telepedaggio con uno dei gestori aderenti all’iniziativa (DKV, Telepass, UnipolMove) oppure attivare un Conto Targa tramite la medesima piattaforma, associando le targhe dei veicoli di cui si è proprietari o autorizzati all’utilizzo secondo le norme e condizioni consultabili a questa pagina. Una volta certificato il proprio titolo, si può pagare secondo una delle modalità previste. Si può attivare l’app «FreeFlow A21», che consentirà transazioni immediate con carta di credito (Visa, Mastercard), Bancomat Pay o Satispay. Oppure si può pagare con il telepedaggio: i veicoli dotati di dispositivo vengono riconosciuti automaticamente e l’importo viene addebitato secondo gli accordi con il proprio gestore. 

Per gli utenti sprovvisti di telepedaggio o dell’iscrizione al servizio Conto Targa, il pagamento potrà essere regolarizzato entro 15 giorni dal passaggio attraverso la app «FreeFlow A21» o tramite la piattaforma dedicata, utilizzando carta di credito (Visa e Mastercard), Bancomat Pay, MyBank o Satispay. In alternativa, sarà possibile pagare anche in contanti presso l’Info Point situato al casello di Brescia Sud (senza agevolazioni tariffarie).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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