La fibra ottica cresce, ma la nostra provincia corre a due velocità. Perché se in un anno (dal 2024 al 2025) la copertura della banda ultralarga aumenta dal 71 al 75%, questo avviene però in modo diseguale: la città è al 96%, quasi metà dei comuni è sopra il 90%, ma ce ne sono ancora 68 sotto il 50% e ben 48 non arrivano al 25%. Se guardiamo la nostra provincia nella sua totalità troviamo un vero e proprio boom in Valcamonica, ritardi invece sul Garda, in Franciacorta e nella Bassa. In un anno sono quasi 20mila le famiglie in più raggiunte dalla fibra nel Bresciano.
Il quadro
Analizzando la situazione nel dettaglio, da una parte Comuni praticamente coperti come Brescia, Collebeato, Ospitaletto, Villa Carcina, Trenzano, Edolo e molti piccoli centri sopra il 95%. Dall’altra territori ancora molto indietro: Cedegolo, Saviore dell’Adamello, Ponte di Legno, Torbole Casaglia, Quinzano d’Oglio, Toscolano-Maderno, Cologne, Nave, Capriolo, Calvisano, Pisogne, Salò.
La rapidità e l’alto livello prestazionale della connessione internet sono divenuti – in questi ultimi anni – due dei più importanti indicatori della qualità della vita digitale. Disporre di un’infrastruttura di rete che garantisce l’accesso ad internet con velocità di download significative è un elemento capace di fare la differenza tra lo sviluppo di un territorio o la sua desertificazione economica.
In questo senso, l’importanza attribuita alla tecnologia digitale può essere facilmente compresa considerando gli obiettivi di sviluppo posti sia a livello europeo che nazionale: il piano «Digital Decade 2030» dell’UE e la «Strategia italiana per la banda ultralarga», insieme, si pongono l’ambizioso obiettivo di raggiungere la copertura di internet superveloce al 100% delle famiglie e delle imprese europee entro il 2030, incrementando la velocità media di download ad almeno 1 Gigabit al secondo.
Una maratona lunga quasi un decennio per entrare, «in gran velocità» (si fa per dire), nel futuro. Ci sono voluti oltre nove anni, alla Valcamonica, per avere una copertura quasi totale in fibra ottica con banda ultra larga.
È un accordo, siglato tra il consorzio Bim, in qualità di capofila dell’aggregazione, e Infratel Italia, che ha permesso di fare balzi così grandi e potersi collegare oggi con connettività da «mondo moderno». Il protocollo, ai tempi antesignano, prevedeva la posa di infrastrutture in fibra ottica per telecomunicazioni, per la realizzazione, appunto, di reti in fibra ottica per la banda ultra larga.
Famiglie raggiunte
La Valle è il territorio bresciano che, tra il 2024 e il 2025, ha registrato la crescita più forte nella diffusione della banda ultra larga: in molti comuni la copertura Ftth è passata da percentuali nulle a quote comprese tra l’80 e il 90 per cento delle famiglie raggiunte. Un salto che rappresenta uno dei più significativi avanzamenti infrastrutturali degli ultimi anni. I numeri raccontano una trasformazione radicale, con Capo di Ponte che è il caso più eclatante, passato da zero al 96 per cento delle famiglie.
Quasi identico il dato di Berzo Demo, salito dall’uno al 96 per cento, mentre Angolo è balzato dal 4 al 96 e Cividate dal 9 al 98 per cento. Si tratta di un cambio di passo decisivo, in un’area storicamente penalizzata dalla conformazione montana e dalla frammentazione territoriale. Dietro il risultato c’è un percorso iniziato nel 2017, con un accordo allora pionieristico che individuava la Vallecamonica come territorio pilota per la diffusione della banda ultra larga nelle aree periferiche e montane.
«Le reti realizzate da OpenFiber su incarico di Infratel e Invitalia sono oggi in fase di completamento e collaudo – spiega Mauro Testini, capoprogetto per il Bim –. Il merito di questi risultati va a quell’accordo del 2017 e alla collaborazione costruita in questi anni con gli enti locali».
Il percorso
Ma il percorso è stato tutt’altro che semplice, a causa del covid, dell’aumento dei costi, per problemi tecnici non previsti nei bandi e per rallentamenti nei cantieri. «È stato un lavoro lunghissimo – aggiunge Testini –, probabilmente troppo lungo, ma oggi iniziamo a vedere concretamente i risultati. Il progetto non è ancora concluso: restano da completare Pontedilegno e alcuni tratti sparsi sul territorio. Tuttavia, il cambio di scenario è evidente. In un contesto in cui la connessione veloce rappresenta ormai una condizione essenziale per lavoro, imprese, scuola e servizi, la disponibilità della fibra ottica viene considerata sempre più un fattore decisivo contro lo spopolamento delle aree montane».
Tecnologia Ftth
In questo scenario, l’elemento chiave è rappresentato dalla diffusione della tecnologia Ftth (Fiber To The Home): si tratta della connessione in fibra ottica che porta il cavo direttamente all'interno dell'abitazione, garantendo le migliori prestazioni possibili in termini di velocità e stabilità della rete internet. Se la strada tracciata a livello nazionale ed europeo risulta chiara, così come lo sono gli obiettivi posti, più complessa è l’analisi della progressione effettiva del progetto, spesso complicata dagli alti costi di adeguamento delle infrastrutture digitali e dalla sensibilità a questa tematica, che risulta ancora non compresa appieno.
Secondo i dati diffusi da Agcom e riferiti al 2025, circa il 77% delle famiglie italiane ha a disposizione sul territorio una connessione Ftth, arrivando quasi a sfiorare la media europea, che si attesta intorno all’80%. La provincia di Brescia si trova leggermente al di sotto della media nazionale, potendo vantare una copertura che raggiunge il 75% delle famiglie.
Va però segnalato che il tasso di copertura ftth è in costante crescita: questo significa che gli investimenti pubblici nel settore – trainati anche dai fondi messi a disposizione dal Pnrr – restano costanti e che, con il diffondersi delle conoscenze del mondo digitale tra la popolazione, sta aumentando anche la consapevolezza sull’importanza di investire nell’infrastruttura digitale come strumento di sviluppo economico.
I numeri
Nel corso del 2025 si registrano, infatti, territori che hanno fatto passi avanti – anche molto notevoli – nell’efficientamento delle linee delle telecomunicazioni. In questo senso, si rileva che ben 34 comuni bresciani hanno migliorato la connettività alle famiglie di oltre il 5%, incrementando il dato medio provinciale che, a fine 2024, si attestava al 71%.
La diffusione delle reti in fibra ottica e il miglioramento delle prestazioni della rete internet sono in grado di generare ricadute positive sui territori, anche in termini economici. Questo vale sia per le famiglie che, in misura anche maggiore, per le imprese: infatti, la sempre maggiore digitalizzazione dei processi produttivi e l’integrazione degli strumenti di Intelligenza Artificiale nelle attività lavorative sono possibili proprio attraverso l’accesso alla rete a banda ultralarga.
Similmente, una trasformazione digitale orientata a migliorare le prestazioni internet può costituire una delle chiavi per ripensare lo sviluppo dei territori in chiave insediativa, contribuendo ad attenuare quei fenomeni di spopolamento che, soprattutto dalle aree interne di montagna, vedono ampie parti di popolazione emigrare verso le zone urbane.



