Imprese

La corsa al futuro parte dai data center: a Brescia in campo Intred

Camillo Facchini
All’ex Ideal Standard sorgerà un campus da 6mila mq produttivi: a regime occuperà 300 addetti
Un data center
Un data center
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Posti di lavoro, investimenti, coraggio e – perché no? – le nuove necessità delle imprese bresciane sono il motore del cambiamento in questi anni di via Milano in città. Tutto – dopo stagioni difficili – era cominciato con il coraggioso, ma riuscito, concept cresciuto attorno a Lanzani ed altri operatori a Ovest e con Esselunga a Est. Poi c’è stato il teatro Borsoni, ora toccherà al data center di Intred pensato da Daniele Peli che cambierà il packaging estetico di un quartiere un tempo industrialmente storico (Ideal Standard e Caffaro soprattutto), ma in un futuro prossimo verde, con il parco che andrà a posarsi su gran parte dell’area dell’ex fabbrica chimica.

Il progetto

Il presente di via Milano guarda soprattutto all’ambizioso progetto che Intred si avvia a realizzare (una struttura fisica che ospiterà e gestirà i dati di una o più aziende, con server, sistemi di storage e apparecchiature di rete), ma anche uno dei numerosi progetti nascenti in Lombardia che stanno richiamando investimenti importanti. Al punto che le domande di allacciamento alla rete dell’energia – secondo dati Terna – sono salite dai 30 gigawatt a oltre 50 a giugno di quest’anno: concentrazione alta nella nostra regione, con Milano «capoclassifica» nazionale con il 49% delle richieste complessive e circa 250 MW di potenza installata.

Intred è un operatore di telecomunicazioni con una rete in fibra ottica proprietaria: la società è una delle nuove e belle idee industriali di questi ultimi anni nate nel Bresciano il cui presidente Daniele Peli ora va oltre. Intred costruirà un campus di oltre seimila metri «produttivi» (i data center producono sicurezza, bene intangibile, ma preziosissimo) e quattromila destinati a uffici che sorgeranno su quella che era l’area ex American Radiator Company.

La struttura

La potenza del data center sarà di 6.000 megawatt, la certificazione sarà Tier IV ready (ad ogni Tier corrisponde un livello tecnico e strutturale del data center e conseguentemente la sua capacità di garantire la continuità del business di fronte a circostanze avverse). 20 milioni l’investimento. Più alto è il Tier, maggiori sono le prestazioni che la struttura può garantire sia sotto il profilo della sicurezza fisica, sia rispetto alla cybersecurity, che sul piano dell’impatto ambientale. Ogni livello deve rispettare quindi una specifica normativa Tier (sistema che definisce i livelli di sicurezza del data center). L’interconnessione del data center sarà di 15.000 km di rete in fibra ottica. Il nuovo Intred Campus dovrebbe essere pronto nel 2026 e gli uffici nel 2028; 300 gli addetti una volta a regime l’impianto. Ecco il lavoro che crea sviluppo.

Brescia insomma non rimane a guardare: e se il 30% dei data center lombardi è concentrata a Milano, la nostra provincia osserva con interesse anche l’area Est della Lombardia dove non c’è un impianto analogo e dove lavorano imprese importanti che lo sollecitano.

Il calore

Percorrendo una strada già aperta dalla siderurgia, il calore generato dai server sarà «girato» da Intred alla rete del teleriscaldamento, grazie ad un sistema di raffreddamento a liquido che recupera dal data center energia termica a temperature fino a 65 °C, energia che sarà poi immessa in rete portando calore agli edifici. Questa è la parte del business che si vedrà, poi c’è quella intangibile ma importante, come l’attrazione di talenti, le solide relazioni con università e Its: insomma i ragazzi che nei loro desideri hanno quello «di lavorare con il computer», scaldino i motori e… le pagine dei libri. A Brescia sta per partire una trasformazione digitale del territorio e un’innovazione del mercato digitale con servizi di cloud e housing, cybersicurezza e utilizzo pratico dell’AI.

La nascente «cassaforte dei dati» offrirà la possibilità di mettere a disposizione delle imprese spazi per i server aziendali, oppure il cliente potrà scegliere che i propri dati siano ospitati su server di Intred in strutture protette dal fuoco, dall’uomo e dal tempo. E – dati i tempi – dalle guerre ibride.

Tutta materia inimmaginabile 50 anni or sono, quando i primi computer iniziavano a trovare spazio a Brescia nelle grandi imprese (Cip Zoo, Wührer, Om Fiat) ed erano grandi come un vagone ferroviario. Ma meno potenti del telefonino che abbiamo in tasca.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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