«L’organico previsto risulta del tutto inadeguato rispetto al carico di lavoro del Tribunale di Brescia e alle dimensioni del territorio servito». È l’allarme lanciato dalla Giunta esecutiva sezionale dell’Associazione nazionale magistrati di Brescia dopo la nuova determinazione della pianta organica del personale amministrativo, contenuta nel decreto del ministero della Giustizia del 23 giugno 2026 e pubblicata ieri.
I dati
Il dato contestato è quello delle 233 unità di personale amministrativo assegnate a un circondario che conta circa 1,268 milioni di abitanti. Brescia, sottolinea l’Anm, è «quinto in Italia per bacino di utenza» ma «diciassettesimo (su 26) per dotazione organica». Il confronto con altri tribunali, secondo i magistrati bresciani, evidenzia una forte sproporzione: Palermo ha 574 amministrativi, Catania 478, Bari 414, Genova 351 e Bologna 344, a fronte di bacini di utenza leggermente inferiori a quello bresciano.
Per l’Anm la situazione è resa ancora più critica dal peso economico del territorio, con 117.146 imprese iscritte alla Camera di commercio e conseguenti «elevati flussi di affari giudiziari, sia civili sia penali, spesso di notevole complessità tecnica».
Secondo la Giunta, queste scelte rischiano di aggravare le «storiche criticità»della giustizia bresciana. Da qui l’auspicio al ministero della Giustizia di «riconsiderare una così iniqua distribuzione territoriale delle risorse», per evitare ricadute sulla capacità degli uffici di garantire «risposte tempestive ed efficienti ai cittadini e alle imprese».




