Due funzionari comunali sono stati sospesi dal servizio nell'ambito dell'inchiesta sulle cittadinanze italiane irregolari rilasciate a cittadini brasiliani. Si tratta di una responsabile dell’Ufficio anagrafe del Comune di Collio e di un responsabile dell’Ufficio anagrafe di Orzivecchi.
Le misure cautelari sono state eseguite ieri, 9 ottobre, dai finanzieri della Tenenza di Gardone Valtrompia e del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Brescia. Le accuse sono di falso e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
È un nuovo sviluppo dell'indagine coordinata dalla Procura di Brescia, che a settembre aveva già portato agli arresti domiciliari un brasiliano di 50 anni, ritenuto l'intermediario del sistema. Complessivamente sono dieci le persone indagate, a vario titolo, per reati che vanno dalla corruzione al falso, dal favoreggiamento dell'immigrazione clandestina alla turbata libertà degli incanti, fino all'autoriciclaggio e allo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.
Il sistema delle cittadinanze
L'inchiesta era partita da un'anomalia statistica riscontrata proprio a Collio. Gli accertamenti avrebbero permesso di ricostruire un sistema attivo dal 2016, tra l'alta valle e la Bassa Bresciana, per consentire a cittadini brasiliani di ottenere rapidamente la cittadinanza italiana «jure sanguinis», vale a dire per discendenza.
Secondo gli investigatori, il cinquantenne avrebbe gestito le pratiche avvalendosi della collaborazione di alcuni pubblici ufficiali, tra cui un sindaco e personale degli uffici Anagrafe e Stato civile.
Il costo per ottenere il passaporto italiano sarebbe stato compreso tra 3.700 e 10mila euro. Il meccanismo prevedeva l'ingresso dei cittadini brasiliani in Italia con un visto turistico e la successiva registrazione di residenze fittizie presso quattro immobili di comodo.
Delle 408 pratiche esaminate, 170 risulterebbero irregolari, con documenti alterati attraverso scolorina, integrazioni posticce e falsi numeri di protocollo utilizzati per nascondere le incongruenze. Meno dell'1% dei beneficiari sarebbe rimasto effettivamente a vivere in Italia.
Il sistema avrebbe generato profitti illeciti per oltre 1,2 milioni di euro, dei quali almeno 200mila sarebbero stati riciclati attraverso conti correnti italiani ed esteri.
Gli altri filoni dell'inchiesta
Le indagini della Guardia di Finanza hanno individuato tre filoni distinti ma collegati. Oltre al presunto sistema delle cittadinanze irregolari, gli accertamenti riguardano anche ipotesi di turbata libertà degli incanti e reati ambientali.
Nell'ambito dell'inchiesta sono state quindi eseguite le nuove misure cautelari nei confronti dei due funzionari comunali, che si aggiungono a quella già disposta a settembre nei confronti del cinquantenne brasiliano.



