Dalle cittadinanze facili agli arresti. È finito ai domiciliari Edgar Gaiescky, brasiliano di 50 anni, ritenuto dagli inquirenti uno dei riferimenti del sistema che avrebbe consentito a cittadini sudamericani di ottenere in tempi rapidi la cittadinanza italiana nel presunto «sistema Collio». Il suo nome era già al centro dell’inchiesta della Procura di Brescia sul comune dell’Alta Valtrompia dove secondo l’accusa sarebbero state certificate residenze fittizie e gestite pratiche irregolari per il riconoscimento iure sanguinis. Indagine in cui risulta indagata, in un elenco di dieci persone, la sindaca Mirella Zanini, che rigetta ogni accusa.
Punto di raccordo
Il brasiliano Gaiescky, nella ricostruzione investigativa, avrebbe fatto da punto di raccordo tra Italia e Brasile: avrebbe reclutato i connazionali interessati, predisposto la documentazione e seguito l’iter delle domande, incassando somme che, a seconda dei casi, sarebbero arrivate fino a 10mila euro. Gli investigatori gli contestano anche il reimpiego di parte dei proventi – circa 200mila euro – attraverso un sistema informale di trasferimento di denaro.
L’altro filone
L’inchiesta, però, non riguarda soltanto le cittadinanze. C’è anche un filone su presunti appalti pilotati e oltre alla sindaca è indagato anche Fabrizio Veronesi, direttore generale di Sevat, la società in house della Comunità montana di Valle Trompia. Entrambi sono coinvolti nell’affidamento dei lavori di ripristino della copertura di Palazzo Zanardelli e per chi indaga l’obiettivo era quello di favorire l’assegnazione alla ditta evitando il principio di rotazione.




