Mario Francesco Donadoni è morto in ospedale, il 7 agosto del 2023, due settimane dopo essere stato colpito con un pugno da un 68enne ciclista di Dello che, poco prima, aveva avuto una lite stradale con sua moglie. Dopo due richieste di archiviazione rigettate e una imputazione coatta, questa mattina, nel corso del processo che si sta celebrando con rito abbreviato, sono arrivate due richieste di assoluzione e una richiesta di condanna.
Le richieste
Il pubblico ministero, Victoria Allegra Boga, che già per due volte aveva chiesto che la posizione dell’uomo fosse archiviata senza passare dall’aula ha chiesto, di assolverlo considerando il pugno che ha sferrato come un gesto di legittima difesa conseguente all’aggressione che aveva subito da Donadoni. Posizione analoga dalla difesa dell’uomo, rappresentata dagli avvocati Ennio Buffoli e Davide Scaroni, che chiede l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato, essersi difeso appunto, e rispetto all’omicidio preterintenzionale in quanto con un unico pugno sferrato per evitare di essere colpito nuovamente non avrebbe avuto nessuna relazione con il decesso. La parte civile, con l’avvocato Marco Gallina che rappresenta i familiari di Donadoni, ha invece chiesto che il 68enne sia riconosciuto colpevole e condannato per omicidio preterintenzionale.
I fatti
I fatti erano accaduti il 26 luglio del 2023. La moglie di Donadoni, mentre era in auto, aveva avuto una lite stradale con il 68enne che era invece in bicicletta. Scossa per l’accaduto era tornata a casa a Offlaga e aveva raccontato i fatti al marito che, infuriato, si era messo al volante per inseguire il ciclista. Quando lo ha individuato lo ha aggredito fisicamente, colpendolo per primo al volto (come hanno confermato i testimoni ascoltati in aula). A quel punto, per difendersi, il 68enne aveva sferrato un pugno che aveva fatto crollare a terra il 65enne Mario Francesco Donadoni. Spetta ora al giudice, Cesare Bonamartini, stabilire se è stata legittima difesa, come chiedono procura e difesa oppure se è stato omicidio preterintenzionale come ritiene la parte civile. La sentenza è prevista il 16 dicembre.




