Cronaca

In bici per 1.800 km: così la Provincia mappa le ciclabili bresciane

Tecnici con GoPro stanno rilevando percorsi e criticità. Allo studio nuovi collegamenti, itinerari ad anello e una tratta di oltre 100 km
Paola Gregorio
Pedalare nel cielo, sopra il lago di Garda
Pedalare nel cielo, sopra il lago di Garda

Tecnici in sella, GoPro accese e percorsi passati al setaccio chilometro dopo chilometro. La Provincia sta mappando la rete ciclabile bresciana con riprese video georeferenziate che consentono di registrare tipologia dei tracciati, condizioni della pavimentazione, manutenzione, segnaletica, punti critici e interruzioni. Un lavoro capillare affidato all’Ufficio Piste ciclabili costituito dal Broletto, con l’obiettivo di ottenere una cartografia aggiornata sulla quale programmare opere e investimenti.

Il nuovo Piano

Il traguardo è la stesura del nuovo Piano provinciale della mobilità ciclistica, a dieci anni dall’approvazione del precedente. Nel Bresciano la rete percorribile in bicicletta supera complessivamente i 1.800 chilometri. Sono 657 quelli dei collegamenti provinciali primari e secondari, mentre tra i 1.200 e i 1.500 km di ciclabili sono stati realizzati e vengono gestiti prevalentemente dai Comuni.

A questi si aggiungono 133 chilometri della Ciclovia dell’Oglio. «Dei 657 chilometri di percorsi provinciali individuati, ne abbiamo rilevati oltre 450, più di due terzi», spiega Pierpaola Archini, direttore del settore Strade e Trasporti della Provincia, intervenendo al Teatro Sancarlino al convegno dedicato alla mobilità ciclistica nel Bresciano.

Collegamenti

La ricognizione servirà anche a orientare la pianificazione dei nuovi collegamenti. Tra quelli in fase di progettazione figura un percorso di due chilometri lungo la Sp33 tra Dello e Longhena. Di respiro sovracomunale è invece il progetto della «Via di Santa Giulia», che coinvolge 16 Comuni con il coordinamento della Provincia. L’opera non è ancora finanziata e punta a collegare i territori e i loro servizi alla ciclovia Brescia-Cremona.

Un tratto della ciclovia a Limone
Un tratto della ciclovia a Limone

Poi ci sono gli itinerari strategici individuati dal censimento provinciale e inseriti nella mappa in vista di possibili sviluppi futuri. «Un esempio è un percorso parallelo alla Pedemontana che attraversi il territorio da Orzinuovi a Esenta di Lonato – anticipa Archini –. Un’altra possibilità è l’itinerario delle Tre Valli, tra il Garda e la Valcamonica, da Gargnano a Bienno, per oltre cento chilometri».

Percorsi ad anello

L’obiettivo è superare una pianificazione concentrata prevalentemente sul capoluogo e costruire una rete di collegamenti sovracomunali. «L’aggiornamento del Piano prevede inoltre l’individuazione di percorsi ad anello, capaci di offrire itinerari più attrattivi dal punto di vista turistico e ricreativo», aggiunge Archini. Delle dieci ciclovie turistiche nazionali, tre interessano la Lombardia e una, quella del Garda, attraversa il Bresciano.

«È in corso il convenzionamento con Regione e Navigarda per completare il tratto tra Gardone e Limone», riferisce Archini. Sono invece 25 i percorsi regionali lombardi, nove dei quali attraversano la provincia di Brescia. Che le due ruote possano rappresentare anche un volano turistico lo mostrano i numeri della Ciclovia della Cultura tra Brescia e Bergamo, eredità dell’anno della Capitale italiana della Cultura. Dal primo gennaio al 23 settembre 2026 sono stati registrati quasi 260mila passaggi: il 60% a Brescia e il restante 40% a Paratico, dove sono installati due contabiciclette.

«Come Visit Brescia programmiamo anche missioni all’estero per promuovere le nostre piste ciclabili, una grande attrattiva soprattutto per i turisti del Nord Europa che vivono in bicicletta», sottolinea il presidente Eugenio Massetti, intervenendo alla tavola rotonda animata da Pierpaolo Prati, giornalista del Giornale di Brescia.

Sviluppo

«Le ciclabili aiutano molto la valorizzazione del territorio e la scoperta di alcuni luoghi iconici», aggiunge Nini Ferrari, consigliera provinciale con delega alla Cultura. Per Paolo Fontana, consigliere provinciale delegato a Strade e Viabilità, la parola chiave è invece continuità: «Le ciclabili sono infrastrutture che possono contribuire concretamente allo sviluppo del nostro territorio. Per essere veramente utile, però, una rete deve avere continuità e la Provincia può svolgere un ruolo importante nel favorire una visione sovracomunale e nel raccordare i diversi territori».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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