Durante i canti alcuni cagnetti hanno tentato di partecipare con ululati ben assestati tanto da far sorridere molti. Alla benedizione, poi, si è levato un abbaio di gruppo che ha coperto le parole del celebrante e che ha fatto esclamare a fra Franco Ghezzi: «Mi improvviso direttore d’orchestra».
Ieri pomeriggio, di fronte alla chiesa di San Francesco, si è ripetuta la cerimonia della benedizione degli animali alla quale si sono presentati tanti bresciani con animali di ogni stazza.
La celebrazione
Fra Franco Ghezzi ha esordito ricordando le Scritture nelle quali sono presenti degli animali e, a ottocento anni dalla morte del Poverello di Assisi, le parole e gli aneddoti riguardanti il rapporto speciale tra il Santo, gli animali e la natura: «Se dobbiamo cambiare dobbiamo farlo tutti insieme - ha detto il francescano -; Francesco ci ricorda questa connessione tra noi, uomini e donne di questo mondo, e tutti gli animali ed esseri di questa terra in un unico destino: o ci salviamo insieme, come diceva Papa Francesco, o ci perdiamo insieme. Dobbiamo creare un’alleanza tra noi, essere umani, e Madre terra».
Il francescano ha concluso la riflessione ricordando che «con lo stupore e la meraviglia siamo chiamati a guardare noi stessi, chi ci sta accanto e tutte le creature della Madre terra: solo così saremo capaci di parlare e vivere la fraternità e gustare la bellezza che ci circonda, altrimenti la nostra relazione col Creato sarà di dominatori, consumatori o sfruttatori incapaci di porre un limite ai nostri interessi».
L’Arca di Noè
La maggior parte dei presenti si è presentata in via San Francesco con i propri cani, ma non mancavano neppure i gatti (rigorosamente nel trasportino e un po’ intimoriti).
Come ogni anno, però, ad attirare l’attenzione sono state le creature insolite: non c’erano varani (si scherza!) o insetti, ma un riccio e tre pappagallini inseparabili. Questi ultimi, Martin, Lucas e Midori, erano con l’undicenne Angel, un vero appassionato che poi si è messo in prima fila per la benedizione.

Tanti i bambini, come Benedetta, che per l’occasione aveva fatto indossare alla sua barboncina Perla un grande fiocco lilla con gli strass, e i fratelli Giorgio e Gabriele, accompagnati da mamma Viviana e da nonna Magda - anche lei con il suo felino Piumotto - con il loro giovanissimo gatto nero Neo (come il protagonista di Matrix): «È con noi da luglio ed è un giocherellone» dicono.

Sul sagrato c’era anche Kinder, un Labrador color cioccolato addestrato per essere gli occhi di Fabio e Monica: «È con me da un anno e mezzo - ha raccontato Fabio - e riesce a guidarci entrambi».

A destare molta curiosità Paolo che aveva con se Spilla, una riccia che ha salvato un anno fa: «Era piccolissima quando l’abbiamo trovata a Nave: le mancava un occhio e aveva una lesione alla bocca».

Hanno anche provato a liberarla dopo averla curata, ma il tentativo è fallito: «Ora vive in casa, la portiamo al parco e la seguiamo negli spostamenti per poi riportarla a casa. Al contrario di quel che si crede sente se una persona è fragile, si avvicina e appoggia la testa a chi ha bisogno».




