A Cevo i funghi portano un nuovo modello di turismo sostenibile

Con «MeetFungi» laboratori, attività ed escursioni per scoprire la biodiversità micologica
Funghi Porcini - © www.giornaledibrescia.it
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La Valcamonica è una delle aree con la maggiore diversità micologica, dove ogni estate e autunno arrivano migliaia di persone in cerca di funghi. È anche per questo che, nel territorio della Comunità montana, è partito il progetto «MeetFungi», volto a promuovere una maggiore consapevolezza e sostenere iniziative dedicate alla tutela e allo studio della biodiversità fungina.

L’obiettivo è creare un modello innovativo e replicabile di turismo sostenibile in Valle, proprio a partire dai funghi, basandosi sulla conoscenza e sulla valorizzazione della biodiversità montana e, in particolare, di quella fungina.

Cosa si farà

L’iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi alla Casa del Parco di Cevo dai partner progettuali, ovvero il capofila Federparchi, Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), MicoCosmo e Comunità montana-Parco Adamello.

«MeetFungi» prevede attività per tutto l’anno, tra incontri, escursioni micologiche e laboratori tematici, finalizzati a coinvolgere cittadini, scuole, turisti ed esperti nella scoperta dei funghi come chiave di lettura degli ecosistemi forestali e montani.

«Le finalità di questo intervento sono molteplici – dicono i partner –, a partire dalla promozione di un modello innovativo di turismo sostenibile fondato sulla conoscenza della biodiversità micologica. Vorremmo che si accrescesse la consapevolezza ecologica sul ruolo dei funghi negli ecosistemi montani, rafforzando le reti territoriali tra enti, associazioni e istituti di ricerca impegnati nella tutela della biodiversità. Non solo, questa iniziativa sarà utile anche alla raccolta e conservazione dei campioni micologici nel Fungarium di Ispra e all’aggiornamento del Sistema informativo funghi».

Eccellenza

In questo scenario, la Valcamonica è un’eccellenza, anche grazie al fatto che, già da tempo, attua una gestione comprensoriale della raccolta di funghi epigei (ne ha parlato Gian Battista Sangalli della Comunità montana) e alla presenza del Parco Adamello, uno strumento che contribuisce a valorizzare le biodiversità. Il progetto è stato selezionato dalla fondazione Cariplo nell’ambito del bando «Montagne in transizione 2025».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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