Cronaca

Cento persone con Sla sul Guglielmo: «Non ci sono sentieri impossibili»

Uomini e donne su carrozzine speciali sono arrivati fino in cima al Redentore
Flavio Archetti
Domenica la quarta edizione della Salita inclusiva
Domenica la quarta edizione della Salita inclusiva

Scalare il monte Guglielmo e raggiungerne la vetta come si affrontano le difficoltà della vita per ritrovare benessere, fisico o emotivo, perché «non esistono sentieri impossibili quando una comunità decide di camminare insieme».

Collaborazione

È l’impresa con cui si sono cimentati domenica scorsa centottanta uomini e donne portatori di Sla e le loro famiglie, ma anche i settanta volontari che li hanno portati fino a quota duemila metri utilizzando carrozzine fuoristrada mono ruota «joilette» e diciotto mezzi con quattro ruote motrici. La quarta edizione della «Salita inclusiva» al monte Guglielmo è stata organizzata da Aisla Brescia, che l’ha intitolata «se la montagna non va da Aisla, Aisla va alla montagna». La giornata ha preso il via per quasi tutti all’alba, ma i partecipanti all’avventura si sono trovati alla Croce di Marone alle 9.30.

Da lì uomini e donne su carrozzine speciali, gli assistenti-faticatori (provenienti da diverse realtà associative e sportive della provincia e dalla Croce Bianca) e le macchine si sono arrampicati lungo la salita per quattro ore, e hanno raggiunto la metà del Redentore nel primo pomeriggio, godendo di un bel sole caldo ma anche dell’aria fresca dell’alta montagna.

A rendere possibile l’iniziativa è stata la straordinaria rete di collaborazione, creata a partire dai Cai di Lumezzane e Gavardo, e dall’Associazione Ugolini, che hanno messo a disposizione le carrozzine fuoristrada e soprattutto i volontari spingitori, determinanti nel consentire alle persone con disabilità motoria di affrontare il percorso. Al loro fianco, il Gsa San Giovanni di Polaveno ha contribuito con supporto organizzativo e logistico lungo la salita, mentre il Consorzio cinghialai Brescia 1 ha fornito i diciotto mezzi a quattro ruote motrici. L’organizzazione è stata completata dalla presenza di mezzi di riserva e squadre aggiuntive pronte a intervenire in caso di necessità, tra cui il Gruppo paracadutisti di Lumezzane.

Il ricordo

L’accoglienza ai camminatori al termine della salita è stata curata dal Rifugio Almici, che oltre a preparare il pranzo ha compiuto un gesto di generosità offrendo cibo e bevande ai volontari che per ragioni di spazio non hanno trovato posto in sala. La giornata è stata dedicata al ricordo di Cinzia, Ermanno e Angiolino, persone che hanno lasciato un segno profondo nella comunità di Aisla Brescia e che continuano a essere fonte di ispirazione per chi ogni giorno affronta la sfida della Sla.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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