Caserma Papa, demolizioni finite: si parte con la ristrutturazione

L’area tra via Oberdan e via Franchi ospiterà la «cittadella dei servizi»; saranno presenti Guardia di Finanza, Motorizzazione Civile e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
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Caserma Papa, parte la ristrutturazione
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Con una tenaglia in mano, un operaio recide il ferro filato che tiene ancorata ai pali della recinzione la vecchia rete di cantiere che scivola sull’asfalto, permettendo allo sguardo di guardare oltre, abbattendo simbolicamente il confine tra passato e futuro.

All’ex caserma Achille Papa di Brescia, la Daf Demolizioni ha completato gli ultimi interventi di smantellamento e si prepara a lasciare il cantiere entro una settimana. Al suo posto è già subentrata la Seli, l’impresa che si occuperà di ricostruire, restaurare e restituire alla città uno dei suoi spazi più carichi di memoria. Dopo decenni di chiusura e silenzio, insomma, l’ex caserma non è più solo un luogo di abbandono: è ora un laboratorio di rinascita urbana.

Intorno al vasto perimetro di 39mila metri quadrati, compreso tra via Oberdan e via Franchi, il cambiamento è già evidente. Alle spalle dell’ex caserma, all’interno di un quadrilatero finora invisibile ai non addetti ai lavori, strade, parcheggi e illuminazione pubblica sono stati realizzati come opere di urbanizzazione. Non è stato il Demanio in questo caso a finanziare queste opere, ma Maf Logistic per un secondo comparto adiacente a quello della caserma Papa, dove è già stato realizzato il grande magazzino di Mondo Convenienza: un milione e mezzo di euro per una migliore organizzazione dei flussi veicolari.

Risparmio

Nel comparto Papa, invece, la società Seli, subentrata in questi giorni, avrà ora il compito di ristrutturare i manufatti storici – come la palazzina comando e parte della mensa – e di costruire nuovi edifici destinati a ospitare uffici statali: Guardia di Finanza, Motorizzazione Civile e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Gli edifici sorgeranno secondo i criteri dell’edilizia sostenibile, in classe energetica A4 e con tecnologie nZEB (a consumo quasi zero), in un progetto che coniuga tutela architettonica e innovazione. L’intervento complessivo vale circa 59 milioni di euro, di cui 44 milioni per i lavori di rifunzionalizzazione, restauro e nuova costruzione.

Operai al lavoro - © www.giornaledibrescia.it
Operai al lavoro - © www.giornaledibrescia.it

La fase iniziale – conclusa in queste settimane – ha riguardato la demolizione di migliaia di metri cubi di edifici obsoleti e la bonifica di circa 5.400 metri quadrati di terreno. Quando l’intera operazione sarà completata, la nuova «cittadella dei servizi» consentirà un risparmio di oltre 1,4 milioni di euro l’anno per lo Stato, grazie all’accentramento delle sedi pubbliche oggi sparse sul territorio. A corredo della trasformazione edilizia, il progetto prevede anche la realizzazione di nuove strade, una rotatoria su via Franchi, un asse viario di raccordo con via Oberdan e piste ciclopedonali per integrare l’area con i quartieri circostanti. Opere di urbanizzazione il cui importo complessivo, non ammesso allo scomputo degli oneri, è pari a oltre 3,3 milioni di euro a carico dell’Agenzia del Demanio. Un disegno urbano che cambia volto alla zona nord della città, rendendola più accessibile e ordinata, senza sacrificare la vivibilità del quartiere.

Una ferita murata

Un capannone vuoto alla Papa - © www.giornaledibrescia.it
Un capannone vuoto alla Papa - © www.giornaledibrescia.it

Per anni la caserma Achille Papa è stata una ferita murata nel cuore di Brescia, simbolo di un tempo sospeso. Ora, con le reti che si abbassano e i cancelli che si riaprono, la città torna a riappropriarsi di uno spazio che le appartiene. La partenza della Daf e l’arrivo della Seli non segnano solo il passaggio da una fase di lavori a un’altra, ma il passaggio di consegne tra passato e futuro: dalla polvere delle ruspe alla costruzione di una nuova identità urbana. La vecchia caserma, un tempo presidio militare, si prepara a diventare un presidio civile. E l’operaio che smonta la rete non libera solo un cantiere, ma un’idea di città che torna a respirare.

Viabilità

Entro il 2027, se i tempi del cantiere lo consentiranno, Brescia potrà contare su una nuova viabilità a nord della città: strade, rotatorie, parcheggi e percorsi ciclopedonali che cambieranno il volto della zona di via Oberdan e via Franchi, restituendo fluidità ai collegamenti e un disegno urbano più moderno. Sono le opere di urbanizzazione primaria previste nell’ambito della rigenerazione dell’ex caserma Achille Papa, un investimento da 3,3 milioni di euro a carico dell’Agenzia del Demanio.

Il progetto urbanistico, pensato come cornice funzionale della futura cittadella dei servizi, prevede la realizzazione di una nuova strada a est del compendio, un raccordo con via Oberdan, una rotatoria su via Franchi e il rifacimento completo del tratto compreso tra la tangenziale Ovest e la nuova viabilità interna. Lungo il nuovo asse sorgerà anche un percorso ciclopedonale, con illuminazione a led e rete di smaltimento delle acque meteoriche di nuova generazione. Secondo quanto si legge sul sito del Comune, le nuove strade non saranno solo infrastrutture, ma parte di una rete di connessioni ecologiche e funzionali: verso est il tracciato si apre in direzione dell’ambito naturalistico del Mella, mentre a ovest integra il comparto con le aree logistiche adiacenti.

L’obiettivo è unire efficienza e sostenibilità, alleggerendo il traffico e migliorando la qualità urbana del quartiere. Stando alla convenzione urbanistica siglata nel 2022 tra Comune e Demanio, le opere dovranno essere completate entro tre anni dall’avvio dei lavori. Tra le prescrizioni figurano spazi di sosta interni per i mezzi pesanti e la nomina di un Mobility manager – individuato nel direttore della Motorizzazione Civile – incaricato di monitorare i flussi veicolari e proporre soluzioni correttive. Un piano che trasforma la rigenerazione dell’ex area militare in un nuovo sistema urbano integrato, capace di coniugare mobilità, ambiente e vivibilità. sm

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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