Cronaca

Case popolari: a Chiari varato un maxi piano da 16,5 milioni

Intervento per riqualificare 160, alloggi con fondi destinati all’efficientamento energetico e al rilancio dell’edilizia pubblica
Daniele Piacentini
Il taglio del nastro - © www.giornaledibrescia.it
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Sedici milioni e mezzo di euro, attraverso il Conto termico 3.0, per mettere mano a ben 160 alloggi popolari, tutti a Chiari, a partire dall’efficientamento energetico. È il «bottino» incassato dal Comune di Chiari, che fa il paio con i fondi già ottenuti per un analogo ammodernamento della storica casa di riposo, l’istituto Pietro Cadeo.

L’operazione

Il via libera all’operazione potrebbe dare un’importante boccata di ossigeno a una situazione, quella dell’emergenza abitativa, che nell’Ovest Bresciano tocca in maniera indistinta tutti i Comuni, da quelli della Franciacorta alla sponda meridionale del lago d’Iseo, fino alla pianura occidentale. Chiari ha dalla sua il vantaggio di un patrimonio pubblico di immobili, «il più significativo della provincia, eccetto ovviamente il capoluogo», spiega il sindaco, Gabriele Zotti.

Un dato confermato anche dal fatto che Chiari è il Comune che mette più alloggi popolari – 16 – a disposizione nell’attuale bando dell’Ambito territoriale 7, Oglio Ovest, aperto fino al 10 maggio. Si tratta dei due terzi del totale, 24, distribuiti anche nei Comuni di Rovato, Cazzago San Martino, Rudiano (due appartamenti a testa, oltre alla singola abitazione a Coccaglio e Roccafranca). Il bando è disponibile su www.serviziabitativi.servizirl.it, con accesso tramite Spid o identità digitale.

A gestire l’intera partita è l’Ufficio di piano del Comune capofila, ossia Chiari, oggi a Palazzo Bettolini, in viale Cadeo 19: una sede rinnovata e inaugurata poche settimane fa, alla presenza di tutti gli amministratori dell’Ovest Bresciano. Il tutto mentre Chiari inizia l’iter per mettere quanto prima a terra gli oltre 16 milioni e mezzo di euro per le case popolari, con il sostegno anche delle opposizioni, almeno per quanto riguarda l’intervento frutto di fondi sovracomunali.

Alienazioni

Forti divergenze, invece, riguardano l’ultimo piano delle alienazioni varato dalla maggioranza che prevede «oltre mezzo milione di euro solo nel 2026 – dicono Domenico Codoni e Chiara Facchetti, consiglieri di Per una Chiari virtuosa – il che solleva una domanda precisa: siamo di fronte a una strategia di valorizzazione del patrimonio o a una scelta finalizzata prevalentemente a sostenere gli equilibri di bilancio? Il patrimonio comunale appartiene ai cittadini di oggi, ma anche a quelli di domani. Può essere valorizzato, riqualificato e, quando necessario, anche alienato, ma non può essere ceduto con leggerezza, senza un progetto chiaro e senza spiegare alla città quali obiettivi pubblici si intendano perseguire».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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