Caro affitti, con Abitare Brescia un ponte fra proprietari e inquilini

Daniela Zorat
La Loggia: facilitare i contatti tra domanda e offerta. Analisi dei casi e programmazione interventi con lo specifico osservatorio
Brescia vista dall'alto - © www.giornaledibrescia.it
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Trovare una casa in affitto a Brescia sta diventando quasi una chimera. La domanda è sempre altissima, l’offerta invece no. Un gap cui la Loggia sta cercando di porre un argine con una politica abitativa mirata, «rivolta non solo alle fasce più fragili della popolazione – ha spiegato la sindaca Laura Castelletti – ma anche alle famiglie dei lavoratori della classe media.

In attesa di un Piano casa del governo il Comune di Brescia sta investendo molto per cercare di risolvere la questione, non solo con i 48 milioni di euro per alloggi tra Sanpolino e San Polo ma anche con i 26 milioni in tre anni per la manutenzione del patrimonio comunale».

In quest’ottica sono stati ideati «Abitare Brescia», evoluzione dell’Agenzia per la Casa, e l’«Osservatorio sull’abitare» che servirà per analizzare i bisogni e la programmazione degli interventi.

La prima realtà rappresenta una sorta di «ponte» tra chi può offrire una casa in affitto e chi la cerca, e tra il 2023 e il 2025 sono stati 60 gli alloggi dati in locazione. «Non un semplice numero - ha continuato la sindaca -, perché si tratta di 60 famiglie. Altri 13 alloggi sono in manutenzione e in attesa di essere consegnati». Il patrimonio immobiliare del Comune conta 2.500 alloggi, compresi quelli del progetto Pinqua a Sanpolino e quelli realizzati nell’ex Arici Sega a San Polo. Di questi ben 1.930 risultano esser locati, altri 200 sono in corso di locazione quest’anno.

«Duemila sono rivolti alle fasce fragili della popolazione – ha spiegato il direttore generale della Loggia, Marco Baccaglioni –, altri 300 invece sono a canone moderato. A questi si devono poi aggiungere i 2.900 alloggi di proprietà Aler di cui 200 a canone moderato».

Il mercato

Il Terzo settore, con Infrastrutture sociali, si occupa della questione abitativa «perché dopo il Covid – ha spiegato il suo presidente Domenico Bizzarro – si è assistito ad un’esplosione del problema. La mancanza di incontro tra domanda e offerta e l’assenza di case ha delle ricadute sul territorio in termini di coesione sociale. Noi siamo al tavolo operativo per guardare le priorità relative alle situazioni più fragili, ci relazioniamo con i proprietari che non affittano le case per paura di morosità, di trovare l’abitazione in condizioni disastrose e di non poter rimetterla sul mercato. Noi con Abitare Brescia stiamo al fianco delle persone, offrendo anche strumenti di garanzia».

Patrimonio abitativo

Il ruolo del Comune in questo processo è «molto importante – ha precisato l’assessore alla Casa Alessandro Cantoni –; stiamo recuperando tutto il nostro patrimonio abitativo ma non basta, per questo diamo un supporto concreto ai proprietari. L’Osservatorio – ha continuato – ci consentirà di avere uno strumento di analisi sugli alloggi sfitti e servirà a pianificare la nostra politica abitativa».

La Loggia ha messo a disposizione per questi strumenti, compresa la «vetrina sociale» che è uno spazio informativo, 500mila euro in cinque anni; la prima tranche in maniera più rilevante, ora con una dotazione annuale di 80mila euro cui vanno a sommarsi i canoni dei 60 alloggi già assegnati.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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