Case popolari, nuovo bando a Brescia: 60 alloggi assegnabili

Dura la reazione di «Diritti per tutti», che ritiene insufficienti questi numeri: «Un altro bando della vergogna»
Una veduta dall’alto di Brescia - © www.giornaledibrescia.it
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L’attesa era tanta. E, come annunciato, è stato aperto nelle scorse ore (fino al 22 maggio) il nuovo bando dei Servizi Abitativi Pubblici 2026 di Comune di Brescia e Aler per l’assegnazione delle case popolari. Il bando mette a disposizione 60 unità abitative immediatamente assegnabili, 40 delle quali di proprietà del comune di Brescia e 20 di Aler Brescia-Cremona-Mantova (di queste ultime 18 nel capoluogo e due a Collebeato). Una buona notizia a metà, perché i numeri degli alloggi a disposizione di chi entrerà in graduatoria sono decisamente inferiori alle aspettative e anche ai recenti annunci.

La reazione

Dura l’associazione «Diritti per tutti», che solo poche settimane fa aveva chiesto che nel bando Sap fossero messi in assegnazione almeno 200 appartamenti, così da garantire che almeno una famiglia su cinque delle aventi diritto potesse ottenere un tetto sulla testa. «Un altro bando della vergogna – fa sapere l’associazione guidata da Umberto Gobbi –. Dove sono finite tutte le promesse di assegnare i 200 nuovi alloggi che il comune si è impegnato a sistemare entro il 2026? Dove sono finiti gli alloggi sfitti che il comune sostiene di aver già recuperato? E le centinaia di alloggi vuoti dell’Aler (secondo gli ultimi dati disponibili ufficiali del maggio 2024 erano 231 in città)?».

Le previsioni

Se i numeri dovessero essere simili a quelli delle ultime graduatorie analoghe, le richieste che arriveranno agli uffici saranno oltre mille. In sostanza ad entrare negli appartamenti sarà solo una famiglia su 17 delle aventi diritto. «Sappiamo che ci sarà il turn-over con inquilini che lasceranno gli alloggi dove vivono per varie ragioni, decessi, ricoveri e traslochi ma anche se fossero nell’ordine di alcune decine, come tutti gli anni, la sostanza non cambia», continua l’associazione. «Il 2026 non sarà ancora l’anno della svolta per affrontare e contrastare subito con interventi decisi ed incisivi la crisi abitativa che affligge Brescia».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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