Cronaca

Caro vita, «così la scuola esclude e riproduce le disuguaglianze»

A Campo Marte l’assemblea promossa dal collettivo Onda studentesca, in preparazione dello sciopero del 30 ottobre: tra i temi toccati anche le guerre e i decreti sicurezza del Governo
Barbara Fenotti
Un momento dell'assemblea - © www.giornaledibrescia.it
Un momento dell'assemblea - © www.giornaledibrescia.it

Rinunciare a una gita perché costa troppo, fare i conti con il prezzo dei libri e dell’abbonamento all’autobus, sentire il peso delle spese scolastiche sul bilancio familiare. Fino, nei casi più difficili, a lasciare gli studi. Il caro vita e le sue conseguenze sull’accesso all’istruzione sono entrati nel dibattito dell’assemblea promossa oggi pomeriggio al Campo Marte di Brescia dal collettivo Onda studentesca in preparazione dello sciopero del 30 ottobre.

I temi

Contro il caro vita, la guerra e i tagli all’istruzione, il confronto si è sviluppato attraverso brevi interventi del collettivo, pensati per offrire spunti alla discussione aperta tra i partecipanti. Al centro le difficoltà quotidiane di chi studia e le prospettive di una generazione che vede sempre più lontana la possibilità di raggiungere un’autonomia economica.

Dai libri di testo agli abbonamenti ai mezzi pubblici, fino ai dispositivi tecnologici e ai contributi volontari richiesti dalle scuole, gli interventi hanno passato in rassegna le voci che gravano sui bilanci familiari. Una pressione che, secondo il collettivo, rende anche le uscite didattiche e le gite meno accessibili, creando differenze tra compagni di classe sulla base delle disponibilità economiche.

Gli interventi

«La scuola smette di essere uno strumento di emancipazione e diventa un luogo che seleziona, esclude e riproduce le disuguaglianze» è la denuncia emersa dall’intervento dedicato al caro scuola. Il rischio indicato è che le rinunce si accumulino, accompagnate dall’ansia di pesare sulla propria famiglia, fino all’abbandono del percorso scolastico.

Il ragionamento si è allargato alla precarietà lavorativa e alla difficoltà di trovare un’abitazione. Affitti, spesa e carburante sono stati richiamati come ostacoli alla possibilità di risparmiare e costruire una vita indipendente. «Il lavoro non basta più per stare tranquilli» ha sottolineato il collettivo, respingendo l’idea che i giovani siano poco disponibili a impegnarsi: «Nessuno ha voglia di consumarsi per una retribuzione non sufficiente per vivere dignitosamente».

Formazione, guerre e disuguaglianze

Sul versante dell’istruzione Onda studentesca ha criticato una formazione ritenuta troppo nozionistica e, negli istituti tecnici e professionali, subordinata alle esigenze delle imprese. Alla scuola viene chiesto invece di fornire strumenti per sviluppare senso critico e comprendere le condizioni del mondo del lavoro.

La discussione ha coinvolto anche le guerre, le disuguaglianze e le scelte dei governi di destra e di sinistra, accusati dal collettivo di aver indebolito il welfare e i servizi pubblici. Contestate inoltre le misure dei decreti sicurezza del Governo Meloni, considerate una risposta repressiva al disagio sociale. Temi che accompagnano il percorso verso il 30 ottobre, con l’invito agli studenti a organizzarsi e partecipare alla mobilitazione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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