Tra il 2000 e il 2025 i prezzi al consumo sono aumentati in media del 63%; ma, se per l’abitazione e le utenze sono cresciuti del 119%, sono saliti di appena il 16% per la sanità e addirittura scesi del 58% per i beni e servizi legati all’informazione e la comunicazione. È la fotografia scattata dal Report Storie di dati dell’Istat appena pubblicato con riferimento ai prezzi al consumo nel quale si chiarisce che se per gli affitti l’aumento è del 51% – lievemente al di sotto della media – per le utenze, bollette elettriche, gas l’incremento è del 145%.
Gli altri prodotti
Tra i prodotti cresciuti di più ci sono le bevande alcoliche e i tabacchi (+115%), seguiti dai servizi finanziari e assicurativi (+107%) e dai prodotti alimentari e bevande (+87%). Sono cresciuti in modo consistente anche i prezzi di alloggio e ristorazione,(+86% in 25 anni) trainati dal grande aumento del turismo mentre i prezzi dell’abbigliamento sono cresciuti sotto la media con il 41%. Tra i beni e servizi essenziali crescono i prezzi dei trasporti nel complesso (78%) risultato di un +53% per l’acquisto dell’auto, un +71% per i servizi di trasporto e un +147% per i prezzi dei carburanti.
Per l’istruzione l’aumento dei prezzi in 25 anni è stato del 25%, largamente sotto la media. L’andamento dei prezzi tiene conto del cambiamento dei costumi ma anche di come sono cambiati i costi di produzione grazie alla crescita della produttività e della concorrenza internazionale e quelli per erogare un servizio. Tra il 1955 e il 2025, negli ultimi 70 anni quindi, i prezzi dei beni sono cresciuti di trenta volte e quelli dei servizi di sessanta volte.



