Economia

Bilanci familiari, per risparmiare fare sempre la spesa con la lista

I consigli dell’Associazione Difesa Consumatori: bisogna sempre avere un’idea ben chiara, nero su bianco, delle proprie entrate e uscite
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

Una persona che fa la spesa
Una persona che fa la spesa

C’è chi parla della regola del 60/30/10. Ma neppure quella è realistica. Come poter affrontare la quotidianità, allora, con uno stipendio di mille euro netti mensili? Forse - anzi probabilmente - è impossibile. L’Associazione Difesa Consumatori ha stilato un vademecum, che prevede come requisito fondamentale quello di avere un’idea ben chiara, nero su bianco, delle proprie entrate e uscite. Il primo passo da fare è quello di dividere le spese in necessarie e accessorie: in quel 60% rientrano quelle necessarie, essenziali: affitto o quota stanza, bollette, spesa alimentare e trasporti. Per quanto riguarda la spesa, consiglia l’associazione, «in nessun caso ci si dovrà recare al supermercato senza una lista ben precisa.

I vari reparti sono studiati per far ingolosire e far spendere, dall’ingresso colmo di frutta alle casse ricche di dolcetti e bibite gasate. Rispettare la propria lista, controllare le offerte e scegliere il giusto supermercato è indispensabile. Così la propria spesa settimanale diminuirà di circa 20 euro che, riportati su 12 mesi, si traducono in circa 960 euro».

Le bollette non sono rinviabili, dal momento che rappresentano il costo di servizi essenziali. Il web offre però alternative utili per riuscire a comparare prezzi, non accettando semplicemente il primo contratto capitato sotto mano. Risparmiare 10 euro al mese per ogni utenza può sembrare irrilevante, ma la cifra si tramuta in 30 euro, comprendendo luce, gas e internet, che diventano 360 euro annui, il che copre un bel po’ di spese durante l’anno.

Tra le spese sacrificabili ci sono poi cene fuori, vacanze di un certo tenore, ma anche colazione al bar e pranzo sul posto di lavoro. Nel 30% di spese accessorie ci sono lo svago limitato, eventuali imprevisti o integrazioni per beni di prima necessità. Di certo, diventano spese sacrificabili cene fuori e vacanze ma anche la colazione al bar e il pranzo sul posto di lavoro. E comunque, nonostante tutto questo, è davvero difficile che resti quel 10% da accantonare per la sicurezza o per investire sulla propria crescita professionale. Diventa allora una lotta per la sopravvivenza, ogni trenta giorni, mentre fuori il mondo si fa sempre più respingente, oppositivo, complicato.

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