Dopo l’allarme lanciato dall’Associazione nazionale magistrati, sul caso della carenza di personale amministrativo negli uffici di via Lattanzio Gambara, è intervenuto anche il presidente del Tribunale di Brescia, Stefano Scati, che ha condiviso in pieno le parole del comunicato – definito ottimo – dell’Anm di Brescia. Da parte sua non solo un’analisi della pianta organica – contenuta nel decreto ministeriale del 23 giugno 2026, pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Giustizia del 15 settembre 2026 – ma anche un giudizio e un appello alla politica e al mondo professionale e produttivo bresciano, che inevitabilmente ne risentirà.
Presidente, come ha preso questa notizia?
Non posso che sottolineare la frustrazione che abbiamo avuto tutti noi, magistrati e personale amministrativo, nel vederci trattati in questo modo. La cosa curiosa è che proprio in questi giorni ho redatto la relazione sull’anno giudiziario, che poi verrà ripresa e ampliata dalla presidente della Corte d’Appello in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario che si terrà a gennaio. Nella relazione ho dato atto dei risultati importanti raggiunti grazie all'impegno dei magistrati e del personale amministrativo.
Nel civile è stato raggiunto l'obiettivo del Pnrr di ridurre del 40% il disposition time (tempo medio stimato necessario per smaltire i procedimenti, ndr) e del 90% i procedimenti arretrati. Nel penale è stata raggiunta la riduzione del disposition time del 25%. In entrambi i settori le definizioni sono state superiori alle sopravvenienze. Ma ho anche evidenziato che questi risultati sono stati ottenuti grazie a misure straordinarie che il prossimo anno non potranno essere replicate. Ed è qui che si inserisce il problema degli organici.
Il dato che preoccupa maggiormente è quello del personale amministrativo?
La notizia è che al Tribunale di Brescia sono stati assegnati, nella nuova pianta organica, 233 lavoratori. Il nostro organico complessivo, comprendendo anche il personale Pnrr a tempo determinato, era arrivato a circa 336 unità. Il Ministero ha utilizzato come criterio le presenze effettive. Noi avevamo ricevuto una dotazione di 149 unità, ma nel corso degli anni queste si sono ridotte a circa 80, anche perché molti funzionari hanno partecipato ad altri concorsi. Il risultato è che siamo passati da 336 a 233 unità.
Il Ministero però ha applicato lo stesso criterio in tutta Italia. Perché quindi Brescia è preoccupata?
Perché il problema emerge confrontando le nuove piante organiche. Come evidenziato anche nel documento dell'Associazione nazionale magistrati, il Tribunale di Brescia è 17esimo su 26 Tribunali distrettuali. C'è, per esempio, un altro Tribunale distrettuale – preferisco non fare il nome – che ha lo stesso nostro organico di magistrati, 76, ma serve un circondario con oltre 200mila persone in meno rispetto a Brescia e ha quasi 100 amministrativi in più. Brescia merita delle strutture adeguate alla qualità delle cause e dei professionisti e dei magistrati che vi operano e non deve essere trattato come un Tribunale di serie B.
Presidente, veniamo al punto centrale. Quali sono le conseguenze concrete di questa riduzione?
Il timore è che questi organici non ci consentano di lavorare adeguatamente. Già oggi abbiamo problemi nell'individuare i segretari delle udienze dibattimentali e c'è il rischio di una riduzione delle udienze. La sezione per la Protezione internazionale è sommersa da procedimenti che devono essere definiti in tempi brevi e ha bisogno di personale. Tutte le cancellerie sono in affanno.
Quindi il problema non riguarda soltanto chi lavora all'interno del Tribunale?
Credo che chiunque lavori con il Tribunale, dai professionisti alle imprese fino ai cittadini, debba iniziare a preoccuparsi. La coperta è molto corta e questa inadeguatezza della pianta organica rischia di tradursi in ritardi nei processi, rinvii e, più in generale, in un peggioramento dei tempi della giustizia. Spero che la politica bresciana possa fare qualcosa.
Cosa potrebbe fare nel concreto?
Per esempio ci sono ancora più di 1000 addetti Upp (Ufficio per il processo) a livello nazionale che non sono stati ancora stabilizzati. Nel momento in cui si decidesse di stabilizzarli, potrebbero modificare le piante organiche e darcene più degli altri. Questo potrebbe fare la politica, fare questo tipo di richiesta. Noi di questi Upp ne abbiamo 26 prorogati, ma questo non toglie che possano darcene di più.
Presidente, questa figura introdotta con i fondi Pnrr però avrebbe dovuto occuparsi di altro, giusto?
Quando questo personale è stato assunto, tra il 2021 e il 2022, le circolari ministeriali prevedevano che fosse impiegato per tre quarti nell'attività para-giurisdizionale, quindi a supporto del magistrato, e per un quarto nell'attività amministrativa.
Ora, con la ristrettezza degli organici, abbiamo personale che per tre o quattro anni si è qualificato svolgendo attività para-giurisdizionale e che si trova a svolgere quasi esclusivamente attività amministrativa. C'è quindi una perdita di professionalità, oltre alla delusione di questi giovani.
E paradossalmente tutto questo arriva dopo un anno nel quale il Tribunale è riuscito a migliorare i propri risultati.
I risultati ottenuti sono stati importanti, ma sono stati possibili anche grazie a interventi straordinari. Per esempio, dieci magistrati applicati da remoto hanno definito circa 800 cause e i giudici del Tribunale si sono fatti carico di 3.400 cause di cittadinanza. Se queste misure non saranno più disponibili e contemporaneamente avremo organici insufficienti, è verosimile un peggioramento. Per questo serve un incremento delle risorse.




