Anche i pipistrelli possono raccontare come sta cambiando il clima sulle Alpi. Per studiarne presenza, spostamenti e adattamento alle temperature, il Parco dell’Adamello ha aderito a un progetto sperimentale, promosso dal dipartimento di Scienze della vita e Biologia dei sistemi dell’Università degli studi di Torino. L’obiettivo è creare una rete di monitoraggio acustico passivo e di lunga durata dei chirotteri d’alta quota lungo l’intero arco alpino.
All’iniziativa partecipano numerose aree protette italiane, dalle Alpi Marittime, al confine con la Francia, fino alle Alpi Giulie, verso la Slovenia. Il 6 luglio i tecnici hanno raggiunto la cima del Venerocolo, a 3.323 metri di quota, dove è stato installato un «bat detector» su una stazione meteorologica già esistente.
Come si fa
Lo strumento, un rilevatore passivo di ultrasuoni, resterà operativo per circa due mesi e registrerà in continuo le vocalizzazioni emesse durante il volo dai piccoli mammiferi alati. I primi risultati dell’attività di monitoraggio sono attesi per settembre. Le registrazioni consentiranno anzitutto di verificare se e con quale frequenza i pipistrelli raggiungano le alte quote dell’Adamello.
L’analisi dei segnali bioacustici permetterà inoltre di riconoscere le diverse specie presenti e di ricostruirne l’attività notturna. Ogni specie emette infatti ultrasuoni con caratteristiche particolari, utilizzati per orientarsi e individuare le prede.
L’obiettivo
La ricerca, coordinata da Alex Bellè, assume un valore particolare nello studio degli effetti del cambiamento climatico. I pipistrelli prediligono temperature miti, ma il caldo eccessivo può mettere in pericolo i piccoli nelle colonie riproduttive. L’aumento delle temperature potrebbe quindi spingere alcune specie a frequentare quote sempre più elevate. Osservarne il comportamento aiuta a comprendere le trasformazioni che stanno interessando gli ecosistemi alpini.

Fondamentale per l’installazione è stato il supporto del Servizio glaciologico lombardo, da tempo impegnato nello studio delle alterazioni climatiche e delle loro conseguenze sulla criosfera, e delle Guardie ecologiche del Parco Adamello Gev, che con Antonio Lieta hanno partecipato alla spedizione. Proprio Lieta e le Gev hanno promosso, negli anni, numerose iniziative dedicate alla conoscenza dei pipistrelli, tra campagne di rilevamento, mostre e monitoraggi aperti al pubblico. Un lavoro di divulgazione che ora si affianca alla ricerca scientifica, portando sull’Adamello uno strumento per ascoltare la vita delle vette.



