Il bando per l’affidamento della gestione della Val Bertone è andato deserto e ora il Comune di Caino dovrà ripensare il futuro di uno degli spazi naturalistici più frequentati del territorio. Mentre l’Amministrazione valuta nuove soluzioni, emergono con forza due criticità che richiedono risposte immediate: la sicurezza dei visitatori e l’abbandono dei rifiuti. A lanciare l'allarme è il sindaco Cesare Sambrici, che non esclude provvedimenti drastici se la situazione non dovesse migliorare.
«Metteremo in campo altre idee per la gestione della valle – spiega il primo cittadino –, ma oggi ci troviamo ad affrontare problemi concreti che non possono essere ignorati».
Serve una guardiania fissa
Il primo riguarda l’assenza di una guardiania fissa. Senza un presidio stabile, infatti, eventuali emergenze rischiano di trasformarsi in situazioni particolarmente delicate.
«Circa due settimane fa – racconta Sambrici – si è verificato un episodio che ha richiesto l'intervento dell’eliambulanza. In valle il telefono non prende e soltanto grazie alla disponibilità di una famiglia residente in zona, che ha messo a disposizione la propria linea telefonica, è stato possibile allertare tempestivamente i soccorsi». Un episodio che, secondo il sindaco, dimostra la necessità di individuare nuove modalità di presidio dell’area.
Sporcizia
La seconda questione riguarda invece i rifiuti. «Oggi la valle è pulita – osserva Sambrici –, ma ogni fine settimana molte persone raggiungono la zona per trascorrere qualche ora all'aperto e troppo spesso lasciano sul posto bottiglie, lattine e avanzi di cibo».
Una situazione resa ancora più complessa dal fatto che la strada di accesso è classificata come vasp (viabilità agro-silvo-pastorale) e non consente il transito libero ai veicoli. Di conseguenza, ogni lunedì, i rifiuti devono essere recuperati dagli operatori comunali. «Non è accettabile che siano i cittadini di Caino a sostenere i costi dello smaltimento dei rifiuti prodotti da chi arriva da fuori» sottolinea Sambrici.
Più controlli
L’Amministrazione intende quindi intensificare i controlli, coinvolgendo i Carabinieri forestali e le Guardie ecologiche volontarie per sanzionare chi abbandona i rifiuti. Saranno inoltre installati cartelli di sensibilizzazione. Ma sul tavolo resta anche un’ipotesi più radicale: la chiusura delle aree picnic.
«Se non cambieranno i comportamenti – avverte il primo cittadino – potremmo vietare i picnic. Senza picnic, niente sporco». Una possibilità che il primo cittadino definisce una «provocazione», ma che potrebbe diventare realtà qualora il fenomeno dovesse proseguire.



