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Cultura e spettacoli

A Brescia tre giorni sull’Europa: attesi Renzi, Calenda, Kasparov, Di Maio

Gli incontri del summit internazionale Fps26 si svolgeranno tra il 22 e il 24 maggio. Presente anche l’ex ambasciatore tedesco negli Usa Wolfgang Ischinger
Matteo Renzi
Matteo Renzi

Brescia laboratorio d’Europa: tre giorni per discutere l’indipendenza del continente. Nella nostra città, tra il 22 e il 24 maggio, si svolgerà Fps26, il summit internazionale promosso da FutureProofSociety e realizzato con la collaborazione del Comune di Brescia. Il quesito alla base della tre giorni di incontri è: l’Europa può ancora limitarsi a essere mercato, spazio regolatorio, area di benessere e di diritti, oppure deve finalmente diventare anche soggetto politico capace di decidere il proprio destino?

Tre giorni di incontri, dialoghi e dibattiti che porteranno in città figure di primo piano della politica, dell’impresa, della comunicazione e della cultura internazionale: dallo scacchista Garry Kasparov all’ex ambasciatore tedesco negli Usa Wolfgang Ischinger, da Alastair Campbell a Matteo Renzi, da Luigi Di Maio a Carlo Calenda, e gli eurodeputati Irene Tinagli, Giorgio Gori, Massimiliano Salini e Paolo Inselvini.

Il leader di Azione Carlo Calenda
Il leader di Azione Carlo Calenda

Il tema sul tavolo

Parlare di «indipendenza europea» nel 2026 significa misurarsi con un mondo in cui le vecchie certezze sono venute meno. A est resta la pressione della Russia, con la guerra in Ucraina e la sua lunga ombra sulle democrazie europee. A ovest gli Stati Uniti trumpiani non appaiono più necessariamente come il garante naturale dell’ordine atlantico, ma come un alleato instabile, talvolta persino ostile al progetto politico dell’Unione. Sullo sfondo ci sono la Cina, la competizione tecnologica, l’energia, la manifattura, la difesa, le catene globali del valore, la crisi del multilateralismo.

Il patrocinio del Parlamento europeo e della Commissione europea conferma l’orizzonte europeista dell’appuntamento. Ma la sfida, più ancora che istituzionale, è culturale. Perché l’Europa, oggi, non può più permettersi di essere solo il luogo delle procedure, dei compromessi minimi e delle decisioni rinviate. Deve scegliere se continuare a subire le trasformazioni del mondo o provare a orientarle.

I luoghi

E l’Europa deve ripartire anche da città come Brescia: non capitali formali, ma laboratori concreti di produzione, conoscenza e cittadinanza.

Il senso politico dell’iniziativa sta anche nella scelta dei luoghi: San Barnaba, Santa Giulia, Teatro Grande, Carme. Spazi diversi, ma tutti capaci di raccontare una città che vuole tenere insieme cultura, impresa, innovazione e partecipazione civica. A questo si aggiungono momenti collaterali, dall’anteprima Sky di «Nazzi Racconta – Desirée Piovanelli» alla partita di Baskin a Campo Marte, segno di un’idea di futuro che non riguarda soltanto la competitività, ma anche l’inclusione e la qualità della vita democratica.

Fps2026 parte dall’idea che l’indipendenza europea non sia uno slogan, ma un processo. Non un ripiegamento sovranista, ma la condizione per restare aperti senza essere dipendenti, cooperativi senza essere subalterni, democratici senza essere ingenui. In questo scenario Brescia prova a proporsi non come semplice sede di un evento, ma come luogo in cui l’Europa può essere pensata a partire dai territori.

Non è un caso che il claim promosso dall’attuale amministrazione comunale sia «Brescia. La tua città europea». Perché proprio una città industriale, produttiva, esportatrice, abituata a stare dentro i mercati globali, può cogliere con particolare concretezza il nesso tra autonomia strategica europea e vita quotidiana delle imprese e dei cittadini. Energia, innovazione, lavoro, regole, governance comunitaria non sono più capitoli separati: sono ormai pezzi della stessa questione politica.

Il calendario

Il summit si aprirà venerdì 22 maggio all’Auditorium San Barnaba con la Opening Night e il panel “Let’s Debate Europe”, al quale parteciperanno la sindaca Castelletti, l’assessore Poli e gli europarlamentari Irene Tinagli e Massimiliano Salini. La serata si chiuderà poi con lo spettacolo inedito “Storie di Canzoni Live” di Francesco Oggiano, pensato in occasione degli ottant’anni della Repubblica: un modo per intrecciare cultura pop, memoria collettiva e lettura del presente.

Sabato 23 maggio il confronto entrerà nel vivo. Matteo Renzi dialogherà con il politologo Vittorio Emanuele Parsi sul nuovo disordine mondiale. Giorgio Gori affronterà il tema della decarbonizzazione e della transizione. Garry Kasparov, campione di scacchi, dissidente russo e attivista per i diritti umani, sarà intervistato da Lia Quartapelle. Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, parlerà di energia. Alastair Campbell, già portavoce di Tony Blair e oggi voce centrale del podcast «The Rest Is Politics», dialogherà con Arturo Varvelli. Sempre sabato, all’Auditorium Santa Giulia, Luigi Di Maio sarà tra i protagonisti del panel dedicato al Mediterraneo, «Com’è profondo il mare nostrum».

Domenica 24 maggio il programma porterà al centro il rapporto tra lavoro, impresa e futuro. Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia, e Roberto Saccone, presidente della Camera di Commercio, discuteranno di società del lavoro a prova di futuro. Ci sarà anche l’occasione per ascoltare il vicepresidente della Commissione europea e commissario Ue alla Coesione Raffaele Fitto. Carlo Calenda sarà protagonista di un confronto con Alessandro Cattaneo, Angelo Mazzetti di Meta, Gaia Mombelli di Sky e gli imprenditori Massimiliano Giansanti e Lara Ponti. A chiudere idealmente il percorso sarà Wolfgang Ischinger, già presidente della Munich Security Conference.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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