Al Primo Maggio il dialogo religioso crea ponti tra le comunità
Questo articolo fa parte di una serie di reportage dedicati ai 33 quartieri di Brescia: un viaggio alla scoperta della storia, dei volti e delle trasformazioni urbane che hanno ridefinito la città. Per scoprire tutti gli altri capitoli clicca qui.
Il Primo Maggio
A Brescia c’è un quartiere che celebra, nel proprio nome, la sua storia. È il Primo Maggio e deve la sua denominazione alla forte vocazione operaia che lo caratterizzava negli anni della Liberazione. Un tempo era un’area della periferia ovest, composta da case bifamiliari abitate per lo più da operai, in un contesto dove il costo di vita era contenuto. Con il passare degli anni il tessuto urbano è cambiato, molti insediamenti produttivi sono stati riconvertiti e quella identità industriale si è via via sfumata.
Vita religiosa
Oggi la vocazione del quartiere si ritrova nella vita religiosa, rappresentata dalla parrocchia di San Benedetto Abate. «È uno dei punti di riferimento del rione – sottolinea la presidente del Consiglio di quartiere, Valentina Tinti –. Collabora con il Punto Comunità e propone numerose iniziative tra cui feste, incontri informativi, grest estivi, doposcuola e lo spiedo, organizzato proprio in occasione del Primo Maggio».

Attualmente è in corso un progetto artistico realizzato insieme all’UCAI di Brescia (Associazione arte e cultura), che prevede la creazione di sei pannelli dedicati al dialogo interreligioso e destinati alle nicchie della chiesa. «Le opere sono state realizzate da artisti e cittadini del quartiere – spiega il parroco Raffaele –. Saranno inaugurate prossimamente alla presenza di un cardinale indiano da Roma». A testimoniare la pluralità religiosa ci sono le altre realtà di culto tra cui il Tempio dei Testimoni di Geova, la moschea Al Noor e l’Unione culturale dei Tidiani.
L’oratorio annesso, invece, sta subendo dei lavori di ristrutturazione che permetteranno di mettere a norma e in sicurezza gli spazi: «Una parte è chiusa al pubblico, ma le attività proseguono – specifica il Don –. Il teatro, infine, che in passato è stato utilizzato come magazzino, verrà recuperato e trasformato in un teatro-laboratorio».
Punto Comunità e tessuto sociale
A lavorare in sinergia con la chiesa ci sono le associazioni, riunite nel Punto Comunità Primo Maggio, che è stato inaugurato lo scorso ottobre. «A fare da capofila è la cooperativa Anemone – chiosa il membro del Consiglio di quartiere –. È una realtà a carattere familiare che utilizza il catering come strumento di inclusione lavorativa per persone fragili».
Anche il Centro Rose si prende cura della fascia più debole della popolazione. Gestito dalle cooperative Il Gabbiano, Nuvola nel Sacco e Agoghé, il centro diurno si propone come antidoto alla solitudine. «Si rivolge agli over 65 e offre incontri formativi su tanti temi, come salute, truffa e amministrazione di sostegno. Inoltre, ospita corsi di italiano per donne straniere». Di salute mentale e inclusione sociale se ne occupa invece la cooperativa La Rondine, una comunità protetta che supporta anziani, persone con disabilità e cittadini con disagio psichico nei loro percorsi di cura e inserimento nella comunità.
All’interno del Punto Comunità opera anche il Cisom Brescia, con volontari impegnati nella protezione civile e nell’assistenza sanitaria e sociale. Mentre l’associazione Mamme e papà separati offre gratuitamente supporto morale, psicologico e legale alle famiglie in situazioni delicate.
Pur non avendo sede nel quartiere è molto attivo anche Teatro19, che promuove progetti culturali e spettacoli costruiti con i residenti. Insieme alla cooperativa Nuvola nel Sacco – che gestisce il doposcuola Vivi il Quartiere e affianca la scuola calcio – contribuisce a rafforzare il senso di comunità del territorio.
Sicurezza
Una qualità della vita data anche dalla percezione di sicurezza. Grazie al progetto «Agenti di comunità», avviato poche settimane fa dal Comune, i residenti possono segnalare le criticità direttamente agli agenti di Polizia locale che presiedono il quartiere. L’obiettivo è fornire una risposta più rapida alle necessità di controllo, prevenzione e contrasto.

Il verde
Ma non è tutto qui: il benessere al Primo Maggio si vive anche negli spazi all’aperto, che offrono occasioni di socialità e momenti in mezzo al verde, come il parco di via Rose di Sotto: un giardino pubblico, dove viene organizzata annualmente la cena di quartiere. In via Chinca invece troviamo campo Calvesi, utilizzato per allenamenti e gare interne. Domina la scena il parco Maggiolini, con i suoi 14mila metri quadrati. «Riaperto al pubblico nel 2019, il parco era stato chiuso per 20 anni a causa di inquinamento da Pcb dalla Caffaro».
Criticità e proposte del CdQ
Proprio quest’ultimo tema rappresenta una delle criticità più significative del quartiere. «Diverse aree verdi sono infatti inquinate dalle diossine pericolose – spiega Tinti –. E una delle attività, come CdQ, è proprio la sollecitazione per la bonifica di questi terreni». Su questa linea è stato anche redatto un libricino che permette agli abitanti di comprendere al meglio le norme da seguire nelle zone ad alto inquinamento. Preoccupazioni anche in tema di viabilità, con la linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo che intensifica il traffico negli orari di punta del passaggio a livello tra le vie Dalmazia, Togni e Templini, «nonostante i sottopassaggi di via Dalmazia e via Rose».
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