C’è un dato, tra i tanti, che racconta inequivocabilmente l’invecchiamento della popolazione bresciana: gli anziani over 75, al 1° gennaio 2026, erano quasi 156 mila (155.986) superando, per la prima volta, il numero dei giovani con meno di 15 anni, solo 155.272. I nonni sono quindi più dei nipoti. L’inverno demografico diventa sempre più velocemente realtà. La popolazione bresciana è sempre più vecchia, con un’età media della popolazione bresciana al 1° gennaio 2026 è arrivata ai 46,2 anni, leggermente inferiore a quella regionale (46,6 anni) e nazionale (47,1 anni). Con un indice di vecchiaia, che misura il rapporto, espresso come percentuale, tra la popolazione anziana (65 anni e oltre) e la popolazione giovanile (0-14 anni), arrivato a quota 193, ossia 193 anziani per ogni 100 giovani.
Del resto la struttura della popolazione non lascia dubbi: a fronte di un 12,2% di giovani con meno di 15 anni c’è, al 1° gennaio 2026, un 23,6% di over 65. Detto in altri termini, al 1° gennaio 2026, per 155.272 under 15 abbiamo 299.610 over 65, l’indice di vecchiaia è arrivato a 193, e punta a quota 200, ossia due anziani per ogni ragazzo. Sempre più anziani, per cui aumenta la speranza di vita, arrivata a 84,5 anni, e sempre meno giovani, con un calo costante della natalità.
Nel tempo
Ma sono i numeri e la velocità di queste trasformazioni a destare stupore. Solo nel 2019 i giovani erano il 14,2% della popolazione, mentre gli anziani costituivano il 21,6%, determinando un indice di vecchiaia pari a 152,2, ossia 152 anziani per 100 giovani. L’età media era di 44,5 anni e, nell’arco di pochi anni, è aumentata di quasi due annualità. Allargando lo sguardo fino al 1951 si trova un altro mondo dove, in provincia di Brescia, i giovanissimi, ossia la popolazione fino a 15 anni, erano 230.654, più di quattro volte il numero dei 56.219 residenti con più di 65 anni.
Tradotto in quote percentuali, i giovani che nel 1951 rappresentavano ben oltre un quarto della popolazione (26,8%), oggi costituiscono solo il 12,2% dei residenti, con una incidenza percentuale più che dimezzata. Per altro verso, gli anziani, che nel 1951 erano solo il 6,5% dei bresciani, oggi costituiscono il 23,6% della popolazione. Ma, nel nuovo millennio la gran parte dell’aumento degli over 65 è determinato, in particolare, dai più anziani; tra gli over 65 i tre quarti della crescita negli ultimi 25 anni è dovuta ai più anziani tra loro, con gli over 80 che passano dai 41.002 del 2001 ai 93.002 al 1° gennaio 2026.
La mappa
L’osservazione dell’indice di vecchiaia a livello comunale rivela differenze territoriali nettissime con due estremi nel comune di Comezzano-Cizzago, con 657 ragazzi per 674 anziani , l’unico in cui, al 1° gennaio 2026, l’indice di vecchiaia è di poco superiore al 100 (103) e Magasa che, alla stessa data, conta un solo giovane, peraltro nato nel 2025, a fronte di 50 anziani.
Con un indice di vecchiaia inferiore a 120 si trovano anche San Gervasio Bresciano (109), Castrezzato (111), Castelcovati (118) e Brandico (119). Non è banale osservare che quattro di questi comuni solo tra loro limitrofi e San Gervasio Bresciano dista pochi chilometri da loro, al centro della pianura occidentale bresciana, cui appartengono anche Roccafranca (122), Rovato (128), Mairano e Maclodio, entrambi con 130 anziani per ogni 100 giovani.
Considerando i 23 comuni con un indice di vecchiaia inferiore a 150, possiamo osservare come, se si escludono Sabbio Chiese (139) e Prevalle (137), sono tutti collocati nella pianura bresciana e la metà di questi, tutti contigui coprono un’area omogenea da Roccafranca (122) a Azzano Mella (121), con il limite nord a Rovato (128) e Ospitaletto (131). Una seconda area della pianura bresciana con un indice di vecchiaia relativamente basso si estende da Calcinato (148) a Carpenedolo (150), fino e Remedello (148), passando per Montichiari, che conta 143 over 65 per ogni 100 under 15.
Per altro verso ci sono 34 centri che presentano un indice di vecchiaia superiore a 300 quasi tutti collocati nella montagna interna, nelle tre valli bresciane e nell’Alto Garda. A parte Magasa, che arriverebbe a 5.000, gli indici di vecchiaia più elevati si incontrano a Valvestino (914), Saviore dell’Adamello (732), Lozio (632), Cevo (536), Zone (435), Paisco Loveno (429) e Berzo Demo, con 414 anziani per ogni 100 ragazzi. Tra i centri decisamente più anziani solo quattro comuni non sono montani: Longhena (356), Seniga (327), Salò (305) e Collebeato, con 304 over 65 per ogni 100 under 15.



