Questo articolo fa parte di una serie di reportage dedicati ai 33 quartieri di Brescia: un viaggio alla scoperta della storia, dei volti e delle trasformazioni urbane che hanno ridefinito la città. Per scoprire tutti gli altri capitoli clicca qui.
Il centro storico sud
C’è un luogo a Brescia che per secoli è stato uno dei principali accessi al cuore della città. È Porta San Nazaro, ingresso orientale di viandanti e commercianti. Ma a incuriosire lo sguardo è ciò che si trova oltre quel varco, oggi trasformato in una delle piazze più suggestive: cortili interni nascosti, giardini storici, palazzi cinquecenteschi e dettagli artistici che raccontano la Brescia di un tempo. È il centro storico sud, un quartiere dove la storia continua a riaffiorare tra strade, vie e architettura.
Storia del quartiere
«Storicamente questa zona nasce come espansione naturale del centro cittadino oltre le mura veneziane – spiega la presidente del quartiere Monica Ferrata –. Porta San Nazaro era, infatti, uno dei principali accessi alla città. Con il tempo l’asse composto oggi da Via dei Mille, Corso Martiri della Libertà, Via Gramsci e Corso Palestro è diventato uno dei collegamenti principali tra il centro e la stazione ferroviaria».
Tuttavia è soltanto «tra l’Ottocento e il Novecento – prosegue Ferrata – che il quartiere cambia, grazie alla nascita di grandi realtà produttive che hanno contribuito alla crescita economica della città».
Negli anni Duemila, invece, arriva una nuova trasformazione, con la nascita del centro commerciale Freccia Rossa. «Un intervento che ha segnato una fase importante di rigenerazione urbana e che oggi guarda già al futuro con il progetto City4, destinato a ridefinire ulteriormente questa parte della città».
Da villaggio storico a quartiere urbano attivo: il centro sud è diventato così un punto d’incontro tra memoria, commercio e produzione.

Popolazione e associazioni
Qui vi abitano oltre 6mila cittadini, distribuiti nelle aree residenziali. Di questi, oltre 1000 sono over 65. «Non sono pochi gli anziani che abitano il quartiere – precisa il membro del Consiglio –. Non a caso nel territorio sono operative diverse realtà sociali che si prendono cura di questa fascia della popolazione».
Tra le tante c’è Fondazione Casa di Dio, che pur essendo radicata in tutta la città, «ha una presenza molto forte nel quartiere ed è conosciuta soprattutto per le sue Rsa e per i servizi offerti». Anche Fondazione Balestrieri opera nel campo dell’assistenza alla terza età, «mentre Anvolt e Ant sono impegnate nella prevenzione oncologica e nell’assistenza sanitaria».
Proprio quest’ultima «festeggia quest’anno i 48 anni di attività nazionale – racconta una delle referenti del sodalizio –. In Italia la realtà è attiva dal 1978, mentre a Brescia soltanto dal 2001». Nonostante la giovane età, Fondazione Ant Brescia rappresenta un punto di riferimento per l’assistenza domiciliare ai malati oncologici e terminali e per le attività di prevenzione. «In Lombardia nel 2025 – prosegue la responsabile – la Delegazione bresciana ha realizzato 300 assistenze a pazienti oncologici e ai loro familiari nell’intera provincia, e oltre 110 giornate di controlli diagnostici gratuiti nella Regione». Una realtà a servizio della comunità, che negli anni è cresciuta al punto da far emergere ora «la necessità di trovare una sede più ampia».
Parrocchie
Queste realtà – insieme alla parrocchia dei Santi Nazaro e Celso che è ente capofila – hanno dato vita al Punto di Comunità: uno spazio di ascolto, orientamento e supporto per i cittadini. «La parrocchia non è solo un luogo religioso – chiosa la presidente del CdQ –, ma anche un polo educativo e sociale, molto frequentato dai residenti».

Anche l’oratorio annesso è molto vissuto: «Negli anni abbiamo avuto così tante iscrizioni ai grest estivi, da avere difficoltà concrete nella gestione dei numeri». All’interno dell’Unità pastorale, infine, è molto attivo il CAG, il Centro di aggregazione giovanile che propone attività educative e sociali per ragazzi.
Criticità
Non solo luci, ma anche ombre. E tra le prime emerge l’assenza di parchi: «Purtroppo nel centro storico sud non esistono veri e propri parchi, trattandosi di una zona fortemente urbanizzata – commenta la bresciana –. Tuttavia, sono presenti alcuni spazi verdi come i giardini di via dei Mille e quelli in via XX Settembre, che offrono occasioni di incontri all’aria aperta». L’idea è quella di rendere quest’ultima area in particolare più vivibile, «recuperando la fontana e installando giochi e panchine».
Anche la stazione rappresenta un tasto dolente, «tra degrado, abbandono di rifiuti e poca sicurezza.Tuttavia – conclude Ferrata –, il quartiere non coincide con queste problematiche. Inoltre le Forze dell’ordine sono presenti, insieme alla rete sociale, per prevenire situazioni critiche e migliorare la qualità della vita».




