Distributori pubblici contro il caro carburanti, ma soprattutto per portare benzina e diesel anche nelle aree periferiche, dove il mercato non riesce più a garantire il servizio: «Si può fare». A dirlo sono i presidenti delle Comunità montane della nostra provincia, che guardano con interesse al caso di Valle Castellana, Comune abruzzese che ha preso in gestione l’unico distributore del paese, vendendo la benzina quasi a prezzo di costo, senza il margine normalmente riconosciuto al gestore privato, garantendo un costo al litro anche venti centesimi più basso rispetto alla media regionale. L’idea interessa anche le Comunità montane bresciane, più che come strumento per abbassare i prezzi, come soluzione per garantire il servizio nei territori montani dove i distributori hanno chiuso i battenti perché in perdita. In molti si sono chiesti se l’operazione di Valle Castellana possa essere replicata. Uncem, l’Unione nazionale Comuni Comunità Enti Montani, ha risposto di sì. E le Comunità montane bresciane cosa ne pensano?
In Valsabbia
In Valle Sabbia esiste già un modello che si avvicina a quello abruzzese. «Nel nostro territorio – spiega il presidente Giovanmaria Flocchini – c’è un esempio di distributore semi-pubblico, quello di Capovalle: qui il bar con distributore è di proprietà del Comune, ma viene dato in gestione a un privato».
Flocchini è però dubbioso sulla gestione diretta: «Non abbiamo esperienze in tal senso, ma credo che la materia sia piuttosto complessa. Sono sempre favorevole alla gestione pubblica dei servizi, ma il tema andrebbe approfondito ed eventualmente il legislatore dovrebbe dare indicazioni». Per Flocchini è «un’operazione difficile da realizzare e concretizzare».
In Valtrompia
Il modello Valle Castellana potrebbe trovare spazio in Valtrompia? Tecnicamente sì, soprattutto se l’unica stazione di servizio di un paese rischiasse di chiudere. La vicepresidente della Comunità montana, Mirella Zanini, sottolinea però come, allo stato attuale, la rete garantisca una copertura adeguata. «Per quanto mi risulta, il servizio è presente in tutti i Comuni della valle – spiega –. A Collio abbiamo già un distributore e, a supporto e garanzia del servizio, è presente anche il meccanico».

Questo caso rappresenta, secondo Zanini, un modello differente ma ugualmente interessante: «Il distributore garantisce un servizio essenziale alla comunità e contribuisce a mantenere un’attività meccanica sul territorio, che a sua volta rende l’offerta più completa e funzionale. Le due realtà possono sostenersi a vicenda, creando un piccolo sistema virtuoso a beneficio di operatori e cittadini». Più che uno strumento per abbassare i prezzi, dunque, la «benzina del sindaco» appare come una soluzione estrema per evitare la scomparsa di un presidio nei centri più isolati.
In Valtrompia, però, al momento non sembra esserci un’emergenza tale da giustificare un intervento pubblico. «Ho letto con interesse l’iniziativa – commenta il primo cittadino di Caino, Cesare Sambrici –. Non si tratta peraltro dell’unico caso in Italia. È una possibilità che ha senso soprattutto quando un impianto privato vuole chiudere ed è l’unico presente in un territorio isolato».
Valcamonica e Alto Garda
Per Corrado Tomasi, presidente della Comunità di Valle Camonica, l’esperienza abruzzese merita di essere studiata: «Tutti avremmo la necessità di un’iniziativa simile, visti i prezzi del carburante. L’idea mi pare ottima, è da approfondire». Il modello di Valle Castellana piace anche a Franceschino Risatti, presidente della Comunità montana Parco Alto Garda Bresciano. «È un’iniziativa che può funzionare, da prendere in considerazione soprattutto per i territori più interni come Magasa, Valvestino o le frazioni montane di Gargnano».
Anche Risatti sottolinea però la necessità di valutare gli aspetti normativi ed economici: «La questione è da approfondire e servirebbe un decreto legge ad hoc». Non solo benzina. Risatti guarda anche all’evoluzione della mobilità e alla necessità di portare infrastrutture per la ricarica elettrica anche nelle zone più periferiche. «Ci stiamo confrontando con Garda Uno per portare le colonnine di ricarica anche nei punti più periferici. È un tema che ci sta a cuore e al quale stiamo lavorando».



