Autovelox abbattuto tra Iseo e Polaveno: il gesto in stile «Fleximan»

Lo strumento si trova sulla strada nei pressi del ristorante Il Ginepro, un tratto celebre tra i motociclisti: qualcuno ha tagliato il palo con un flessibile
  • L'autovelox divelto tra Polaveno e Iseo
    L'autovelox divelto tra Polaveno e Iseo - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
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    L'autovelox divelto tra Polaveno e Iseo - Foto Gabriele Strada/Neg © www.giornaledibrescia.it
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Tra Iseo e Polaveno, lungo una strada che da anni è diventata una sorta di banco di prova per motociclisti in cerca di adrenalina, si è consumato un episodio che ha dell’incredibile ma che, a ben vedere, si inserisce in un fenomeno ormai noto. Due giorni fa, qualcuno armato di flessibile ha tagliato di netto il palo che sosteneva l’autovelox, facendolo crollare a terra.

L’autovelox

Il tratto in questione, nei pressi del ristorante Il Ginepro, è celebre tra i motociclisti per i suoi tornanti stretti e spettacolari, affrontati spesso con pieghe estreme da centauri che lo considerano quasi un circuito a cielo aperto. Proprio per questo, negli anni, sono stati installati sistemi di controllo della velocità, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la sicurezza su una strada che non perdona errori. L’impianto abbattuto è di proprietà del Comune di Iseo, che gestisce i proventi delle sanzioni in compartecipazione (al 50%) con l’ente Provincia, proprietario della strada. Un meccanismo amministrativo consolidato, che però finisce spesso al centro di polemiche, soprattutto tra chi vede negli autovelox più uno strumento di incasso che di prevenzione.

Riccardo Venchiarutti, sindaco di Iseo, ha manifestato questa mattina lo sdegno per l’accaduto: «Quello strumento limita le velocità ed evita incidenti talvolta anche con esiti mortali come già accaduto più volte».

Un «Fleximan» bresciano

Il gesto vandalico richiama chiaramente quanto accaduto nei mesi scorsi in Veneto, dove un anonimo ribattezzato «Fleximan» ha preso di mira diversi dispositivi di controllo della velocità, abbattendoli con una smerigliatrice angolare. Una sorta di giustiziere notturno per alcuni, un pericoloso sabotatore per altri. Il parallelismo è inevitabile: anche qui modalità e tempistiche fanno pensare a un’azione pianificata, eseguita con rapidità e una certa competenza tecnica. Infatti i cavi elettrici non sono stati recisi.

L'autovelox divelto tra Polaveno e Iseo
L'autovelox divelto tra Polaveno e Iseo

Resta ora da capire se si tratti di un emulatore o di un episodio isolato. Le forze dell’ordine stanno raccogliendo elementi utili, mentre le Amministrazioni coinvolte dovranno decidere come intervenire: ripristinare immediatamente il dispositivo, potenziare i controlli o aprire una riflessione più ampia sul rapporto tra sicurezza stradale e percezione pubblica degli strumenti di controllo.

Nel frattempo, su quella strada sospesa tra lago e montagna, il vuoto lasciato dall’autovelox abbattuto racconta molto più di un semplice atto vandalico: è il segno di una tensione crescente tra regole e insofferenza, tra sicurezza e libertà, che continua a trovare espressione anche nei gesti più estremi. Alcuni mesi fa in provincia lungo la 510 erano state imbrattate le telecamere della Provincia di Brescia che controllano l’eccesso di velocità utilizzando della vernice spray rossa. In realtà la vernice non rese non funzionanti gli impianti che continuarono comunque a scattare e fotografie, tradotte poi in sanzioni. Sulla vicenda il comandante della polizia provinciale Dario Salerno aveva segnalato il fatto alla magistratura come atto vandalico. Da allora è scattato il monitoraggio che prevede di controllare tutti i varchi e dislocati lungo le strade della rete provinciale di Brescia per evitare che i fatti di emulazione possano ripetersi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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