Codice della strada, l’ex poliziotto: «Serve più coraggio»

Giordano Biserni, presidente nazionale dell’Asaps, l’Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale, non nasconde le proprie perplessità sulla riforma del Codice della strada che da ieri, con il voto del Senato è legge.
Presidente, come valutate nel complesso la riforma del Codice della strada?
Ci sono degli aspetti positivi. Ma serviva più coraggio. Siamo lontanissimi da un provvedimento che possa essere risolutivo della situazione sulla strada che purtroppo si sta aggravando: dopo anni di calo delle vittime della strada di circa l’1% all’anno, il 2024 segna una pericolosa inversione di tendenza rispetto al 2023 con un aumento del 4% dei morti negli incidenti. Apprezziamo molto il ritiro della patente alla prima contestazione per l’uso improprio del cellulare così come riteniamo positivi l’inasprimento delle pene per la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, l’obbligo di casco, targa e assicurazione per i monopattini e l’idea di contrastare efficacemente l’uso improprio del cellulare alla guida, ma purtroppo non si combatte in modo adeguato la prima causa di incidenti che resta la velocità.
Che situazione leggete sulle strade?
Nel fine settimana che ci siamo lasciati alle spalle ci sono stati 26 morti sulle strade in Italia, come in un weekend di fine luglio e la settimana tra l’11 e il 17 novembre ha segnato il record di pedoni uccisi sulla strada, 18 deceduti in sette giorni. In Italia non era mai successo prima.
Quali criticità vedete nella nuova legge?
Stiamo ancora aspettando alcuni decreti attuativi di leggi approvate nel 2010 e temiamo che possa accadere lo stesso, che ci saranno problemi per l’applicabilità delle norme. Per quello che riguarda il cellulare non è consentita la rilevazione a distanza ma deve essere l’agente a contestare la sanzione. Noi italiani siamo campioni del mondo di lancio del cellulare alla vista della pattuglia. E comunque di notte o quando c’è brutto tempo è impossibile effettuare la contestazione. La minisospensione di sette giorni della patente per chi ha meno di 20 punti potrebbe essere una buona idea ma in Italia solo il 2% dei conducenti non ha almeno venti punti. A chi si applicherebbe? E poi ancora mettere una targa sul monopattino non sarà facile, dove e come si deve applicare?
Su cosa l’Asaps vede le maggiori difficoltà?
Abbiamo assistito alla criminalizzazione degli autovelox dopo che qualche Comune lo ha usato per fare cassa. È stato sbagliato ma non deve essere il pretesto per bocciare lo strumento. Si è celebrato Fleximan che di notte tagliava i rilevatori di velocità senza capire che dove questi ci sono funzionano. Il tutor in autostrada ha ridotto del 30% la mortalità ma con le nuove norme sarà difficilissimo utilizzare questi strumenti e complicato istituire Zone con limite a 30 chilometri orari o Zone a traffico limitato nelle città. Certo bisogna assaggiare il budino quando è cotto quindi aspettiamo di vedere come andranno le cose quando le norme saranno in vigore ma per ora siamo convinti che sul contrasto all’eccesso di velocità non si sia fatto abbastanza e che anche molte delle altre norme siano di difficile applicazione.
Quale sarebbe secondo voi la soluzione?
In questo settore non si incide con le sanzioni. La Polizia stradale è sotto organico del 25%, le Polizie locali del 20%. Alla Stradale mancano 4mila agenti. Sarebbe come se da un campo sportivo togliessimo l’arbitro. E con tutte le limitazioni che si sono imposte per gli autovelox è come se stessimo togliendo anche il Var. Serve ripianare gli organici e rendere effettivo il controllo e la prevenzione. Dove viene fatto, cioè in autostrada, funziona.
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