Non tantissimi, ma molto determinati. Contro la stazione Tav del Garda, Carmine Piccolo e una dozzina di attivisti hanno portato la Corsa per la vita da San Martino della Battaglia a piazza Malvezzi: meno di un’ora a piedi e in bicicletta, con la scorta della Polizia locale.
Il cielo minaccioso e la pioggia hanno complicato il pomeriggio, senza fermare la protesta. All’arrivo, musica e interventi al microfono hanno portato le ragioni del no tra il passeggio domenicale del centro.
«Carmine è più veloce della Tav», è la battuta che accompagna il pomeriggio. Piccolo, ambientalista bresciano, da anni lega le proprie corse alla difesa del territorio e già quattro anni fa aveva corso contro la fermata gardesana.
Al centro della protesta torna il prezzo pagato dalle campagne alla costruzione della nuova linea, al quale i manifestanti non vogliono aggiungere quello della stazione. «Il nostro territorio sta pagando un prezzo altissimo», dice Piccolo, con un richiamo ai cantieri di Calcinato e Lonato. Il bersaglio è un’opera che i promotori giudicano inutile e destinata ad aggiungere consumo di suolo a quello già avvenuto. La mobilitazione riguarda anche le priorità della spesa pubblica e un servizio ferroviario che, secondo gli attivisti, avrebbe bisogno soprattutto di collegamenti locali più efficienti.
La domanda è semplice: perché un’altra stazione, quando Desenzano e Peschiera ne hanno già una? Impianti vicini ai centri abitati, serviti da collegamenti e inseriti nella vita delle due città. La nuova fermata, contestano i manifestanti, porterebbe invece i viaggiatori in campagna e richiederebbe altre strade, parcheggi e infrastrutture. A preoccuparli è l’insieme delle trasformazioni attorno all’opera, oltre all’area occupata dai binari e dai fabbricati.
C’è poi la contraddizione che i promotori vedono in un’alta velocità con fermate sempre più ravvicinate: tra Brescia e Verona, sostengono, aggiungere una sosta indebolisce la funzione della linea. Meglio investire nella rete ordinaria e nei trasporti del territorio. Anche il richiamo al turismo non li convince: per gli ambientalisti il Garda deve governare i flussi e tutelare il paesaggio, già sottoposto a una forte pressione.
A sostenere l’iniziativa, insieme a Carmine Piccolo, il Coordinamento interregionale, il Coordinamento No Tav Brescia-Verona, Tavola Ambiente Garda e Legambiente. Presenti anche esponenti del Movimento Cinque Stelle: la consigliera regionale Paola Pollini e il consigliere comunale desenzanese Andrea Spiller, sui pattini.



