Cronaca

Assolto dall’accusa di omicidio, medico risarcito con 143mila euro

Vai libera degli Spedali Civili per la copertura di parte delle spese legali sostenute dal dottor Carlo Mosca che rimase 522 giorni ai domiciliari: il medico aveva complessivamente speso 332mila euro per difendersi da accuse risultate infondate
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Il medico festeggia fuori dal tribunale dopo la prima assoluzione che venne confermata in appello
Il medico festeggia fuori dal tribunale dopo la prima assoluzione che venne confermata in appello

Il conto di un errore giudiziario: oltre trecentomila euro. Per la precisione 332.720 euro, tra parcelle degli avvocati e consulenze tecniche sostenute per difendersi da un’accusa pesantissima e risultata infondata: aver somministrato farmaci letali a pazienti Covid durante la prima ondata della pandemia.

È la cifra che il medico Carlo Mosca, ex primario facente funzione del Pronto soccorso dell’ospedale di Montichiari, aveva chiesto agli Spedali Civili di Brescia dopo essere stato assolto in via definitiva dall’accusa di omicidio volontario. L’Asst ne rimborserà poco meno della metà: 143.320,65 euro, come stabilito da un decreto adottato dal direttore generale Luigi Cajazzo.

Il fatto

Mosca, oggi medico del servizio di emergenza extraospedaliera, era finito a processo per la morte di due pazienti Covid nel marzo 2020. Secondo l’impianto accusatorio del pubblico ministero Federica Ceschi, il medico avrebbe somministrato farmaci letali, tra cui Propofol e succinilcolina ritenuti «incompatibili con la vita». Una ricostruzione che non ha retto nei due gradi di giudizio. La Corte d’Assise di Brescia – dopo che il pm aveva chiesto 24 anni di carcere – lo aveva assolto il primo luglio 2022 con la formula «perché i fatti non sussistono». La Procura aveva impugnato la sentenza, ma il 13 ottobre 2023 la Corte d’Assise d’Appello di Brescia ha confermato l’assoluzione. La decisione è poi diventata definitiva e Mosca ha potuto mettersi alle spalle 522 giorni trascorsi ai domiciliari per i quali lo Stato italiano lo ha risarcito con 104mila euro.

Dopo il passaggio in giudicato della sentenza, il medico ha presentato all’Asst richiesta di risarcimento delle spese sostenute per la difesa. L’importo complessivo indicato era di 332.720 euro, suddiviso tra compensi per gli studi legali e consulenze tecniche di parte. L’Azienda, però, ha riconosciuto solo una parte delle somme richieste.

Il rimborso

Nel decreto si richiama il contratto collettivo dell’Area Sanità, che prevede il rimborso delle spese legali e di consulenza nei procedimenti penali conclusi favorevolmente per il dirigente, in particolare nei casi di assoluzione definitiva perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso. Gli Spedali Civili hanno ritenuto di poter procedere al rimborso delle spese relative a un solo legale – tre quelli che hanno assistito Mosca fin dal giorno dell’arresto – calcolate sulla base dei massimi tariffari ministeriali, tenendo conto della complessità della vicenda processuale. Per questa voce l’importo riconosciuto è di 94.943,26 euro, accessori compresi. A questa cifra si aggiungono 48.377,39 euro per le consulenze tecniche di parte, calcolate secondo i criteri previsti dai tariffari ministeriali. Il totale autorizzato arriva così a 143.320,65 euro.

Nel provvedimento si ricorda anche che, all’inizio della vicenda, l’Azienda ospedaliera non aveva accolto l’istanza di patrocinio legale presentata dal medico, ritenendo che il capo di imputazione configurasse un possibile conflitto di interessi. Il rimborso, precisa il decreto, diventa però possibile dopo la conclusione favorevole e definitiva del procedimento. La decisione dell’Asst arriva inoltre dopo la valutazione della struttura Affari generali e legali e dopo il parere favorevole sulla copertura finanziaria. Nel decreto viene inoltre dato atto della condivisione espressa da Regione Lombardia con una nota del 29 maggio 2026.

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