Cronaca

Artigiani nel mirino: meno furti, ma colpi più pesanti e organizzati

Secondo l’indagine del Centro studi Lino Poisa dell’Associazione Artigiani l’edilizia e gli impianti sono i settori più colpiti. Per quanto riguarda l’usura, la situazione è sotto la media, ma resta il nodo del sommerso
Barbara Bertocchi
L'incontro in Sala Libretti con l'Associazione Artigiani e il questore
L'incontro in Sala Libretti con l'Associazione Artigiani e il questore

Utensili, furgoni, semirimorchi e materiali: i ladri che prendono di mira le imprese artigiane sanno cosa cercare. E dove trovarlo. Nel Bresciano i furti restano meno frequenti rispetto alle medie lombarda e nazionale, ma il rischio cresce nell’edilizia, nell’elettrico e nell’idraulica e si concentra nelle aree con cantieri, capannoni e magazzini meno presidiati. A fotografare il fenomeno è il Centro studi Lino Poisa dell’Associazione Artigiani, con un’indagine su 1.457 imprese artigiane.

Un quadro fatto non soltanto di furti: la ricerca indaga anche un fenomeno difficile da portare alla luce, quello dell’usura: il 93% delle attività intervistate dichiara di non essere coinvolta; il 6,85% dice di non sapere e lo 0,15% preferisce non rispondere. Quota, quest’ultima, concentrata nell’edilizia e nei servizi vari, che potrebbe essere un segnale indiretto di sommerso. Non un allarme, ma un elemento da monitorare soprattutto in comparti con liquidità immediata.

L'incontro in Sala Libretti con l'Associazione Artigiani e il questore
L'incontro in Sala Libretti con l'Associazione Artigiani e il questore

Settori e zone più sensibili

I dettagli dell’indagine sono stati presentati ieri nella Sala Libretti del Giornale di Brescia da Enrico Mattinzoli, presidente del Centro studi Lino Poisa, nel corso di un incontro moderato da Giorgio Bardaglio, direttore del GdB, al quale hanno partecipato il questore Paolo Sartori e la presidente dell’Associazione Artigiani Elena Calvetti.

Il primo elemento che emerge riguarda l’incidenza dei furti nelle imprese: a livello nazionale si attesta attorno al 2,3% e in Lombardia sale al 2,8%. Nel Bresciano il valore è più basso: 2,08% nel periodo 2015-2020 e all’1,85% nel 2021-2025.

Tra i settori le differenze sono nette. Edilizia, elettrico e idraulica sono i comparti più esposti: nell’edilizia l’incidenza raggiunge il 4,22% nel periodo 2021-2025, mentre nell’idraulica tocca il 4,78% nel 2024. A pesare è la presenza di attrezzature e materiali facilmente rivendibili.

Dati alla mano, il Centro studi suggerisce di «rafforzare la prevenzione nei settori più esposti, coordinare gli interventi con forze dell’ordine ed enti locali, sostenere le imprese nell’adozione di sistemi di sicurezza più evoluti e monitorare il fenomeno».

La situazione cambia leggermente da zona a zona. Le aree con l’incidenza più alta sono Garda (4,24%), Pianura occidentale (3,85%) e la Bassa Valcamonica (3,51%). I più esposti sono i capannoni isolati, i cantieri, i siti logistici e i magazzini non presidiati.

Assicurazioni diffuse

A questo quadro si affianca una maggiore attenzione alla tutela: nel Bresciano il 62% degli artigiani è assicurato contro i furti, una quota superiore alle medie lombarda (55-58%) e nazionale (48-50%). Elevata anche la propensione alla denuncia, che raggiunge il 66% dei casi, contro il 60% registrato a livello italiano.

A tal proposito il Centro studi fa notare che «la Lombardia non registra necessariamente più furti, ma più furti denunciati, per ragioni strutturali: maggiore copertura assicurativa, maggiore diffusione di sistemi di videosorveglianza, maggiore interazione con le forze dell’ordine».

Entità del bottino

Non conta, però, soltanto quante imprese vengono colpite, ma anche quanto pesano i furti. Accanto ai furti di minore entità, emergono colpi più organizzati, rivolti soprattutto a settori dove sono presenti beni di valore e facilmente rivendibili.

Nell’autotrasporto, tra il 2021 e il 2025, il 71% dei furti ha provocato danni superiori ai diecimila euro, spesso per la sottrazione di carichi, mezzi e semirimorchi. Nella meccanica, invece, i bersagli principali sono utensili, macchinari e materiali. Il quadro che ne consegue, nel Bresciano come in Lombardia, è quello di furti «più mirati, costosi e professionalizzati» rispetto alla media nazionale.

Sul fronte dei risarcimenti, solo l’8% delle imprese ottiene un indennizzo integrale e il 28% non riceve nulla.

Quanto, infine, all’usura, le stime nazionali indicano un coinvolgimento del 3-4% delle imprese, quota che in Lombardia scende al 2,5-3%. Nel Bresciano in tutti i comparti tra l’84% e il 96% degli intervistati dichiara di non conoscere realtà artigiane coinvolte nel fenomeno.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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