I furti ai danni degli artigiani ci sono, ma il quadro non è allarmante. A dirlo è il questore Paolo Sartori, che legge i risultati dell’indagine anche alla luce dei dati raccolti dalle Forze dell’ordine e, relativamente all’usura, lancia un messaggio: «Bisogna denunciare».
L’indagine mette in evidenza che i furti colpiscono soprattutto edilizia, impiantistica e attività con attrezzature facilmente rivendibili. È un quadro che trova riscontro nelle denunce raccolte dalla Questura?
Sì, a grandi linee questo è quanto emerge anche dai dati in nostro possesso. Occorre evidenziare, tuttavia, che la realtà bresciana in questo ambito delinquenziale riscontra una situazione tutt’altro che critica, rimanendo, questo, un fenomeno sostanzialmente contenuto nei numeri e nella quantificazione del danno.
Garda, Pianura occidentale e Bassa Valcamonica risultano tra le zone più colpite, soprattutto per la presenza di capannoni, cantieri e magazzini isolati. Risulta anche alla Questura? Sono aree sulle quali avete rafforzato, o intendete rafforzare, i controlli?
È del tutto normale che le maggiori evidenze rispetto a questa tipologia di reato si possano riscontrare dove è maggiormente diffusa la presenza di cantieri e di aree produttive, quali, appunto, la Pianura bresciana. Le operazioni di Polizia a carattere preventivo, i controlli e le attività investigative che le Forze dell’ordine effettuano pressoché quotidianamente hanno consentito in molte occasione di impedire furti e saccheggi, così come di scoprire ed assicurare alla giustizia i responsabili, spesso individuati in gruppi criminali itineranti che si muovono in maniera assai dinamica e flessibile su tutto il territorio nazionale.
Mi preme, tuttavia, evidenziare che una importanza fondamentale, in questo ambito, la riveste la compartecipazione attiva degli imprenditori nel predisporre sistemi di difesa passiva diffusi, efficaci e moderni, nell’ottica di rendere concreto quel concetto di «sicurezza partecipata» che appare oramai imprescindibile nel contesto economico e sociale in cui viviamo.
Lo studio segnala episodi con danni elevati nell’autotrasporto. I furti sono più organizzati e mirati rispetto al passato?
Anche le organizzazioni criminali, sopratutto quelle maggiormente strutturate e che agiscono su ampia scala, hanno affinato le loro «tecniche delinquenziali», focalizzando gli obiettivi e agendo dopo aver studiato i punti deboli e le criticità che caratterizzano le vittime prescelte.
Una parte dei furti non viene denunciata. Quanto è importante che anche i danni di minore entità vengano segnalati?
Non credo che quello delle mancate denunce in questo settore rappresenti un vero e proprio «fenomeno», anche perché, per poter ottenere un risarcimento assicurativo, la denuncia è indispensabile. Ciò premesso, il mio invito è quello di denunciare sempre ogni tipo di reato che si subisce, in quanto, al di là dei casi singoli, ciò consente alle Forze di Polizia di geo-localizzare i territori maggiormente colpiti e, di conseguenza, di orientare in maniera sempre più efficace le attività di prevenzione e quelle investigative.
Sull’usura i numeri sono contenuti, ma resta il sommerso. Come può muoversi un imprenditore che teme di essere finito in una situazione del genere?
Quello dell’usura rappresenta un aspetto criminale particolarmente delicato, in quanto talvolta comporta la presenza e l’interazione di organizzazioni criminali di stampo mafioso. Ciò che un imprenditore deve assolutamente fare, in questi casi, è rivolgersi immediatamente alle Forze dell’ordine, in modo da poter procedere senza ritardo - anche con l’assistenza delle Organizzazioni di Categoria, dei Patronati e dei Caf - alla denuncia, anche in modalità «protetta». Attualmente vi sono vari strumenti legali disponibili a favore delle vittime dell’usura e del racket delle estorsioni, quali quello di Confidi, che prevede garanzie per accedere al credito bancario, i Fondi antiusura statali (L. 108/1996) per prestiti a chi non ottiene il credito bancario, così come quelli erogati dalle Fondazioni antiusura locali presenti sul territorio e il Microcredito per piccole imprese.
Quali sono i segnali d’allarme per riconoscere l’usura?
Offerte di denaro facili, senza garanzie formali e con lusinghe ingiustificate; tassi non scritti o accordi verbali; richiesta di firme in bianco; pressioni insistenti e più o meno velatamente minacciose per restituire i finanziamenti in tempi brevissimi, accompagnate da richieste di inserire «soci» improvvisati nell'attività; vere e proprie minacce ed atti intimidatori spesso connotati da violenze. Il tutto dopo che le banche hanno negato il credito e le organizzazioni criminali, venute a conoscenza della grave situazione finanziaria della azienda, l’hanno ritenuta appetibile per i loro affari illegali e per il riciclaggio.
In linea generale, cosa ne pensa dell’esito dell’indagine e che messaggio vuole dare agli artigiani?
È un’indagine dettagliata e utile per comprendere i fenomeni criminali che colpiscono gli artigiani. Ciò che desidero evidenziare è che chi denuncia è protetto dalla legge. Peraltro, la denuncia può comportare la sospensione dei debiti bancari. La crisi può capitare a tutti: la differenza sta nel sapere dove chiedere aiuto prima di bussare alla porta sbagliata. Non bisogna vergognarsi a denunciare: l’usuraio è il criminale, non la vittima.



