Cronaca

Cinque nuovi laghetti popolati di piante per curare le Torbiere

Ha preso il via il progetto finalizzato al contrasto del progressivo interramento, un problema tipico delle zone umide. Saranno immesse la violetta d’acqua e l’erba vescica delle risaie
Flavio Archetti
Uno dei nuovi laghetti - © www.giornaledibrescia.it
Uno dei nuovi laghetti - © www.giornaledibrescia.it

Un habitat naturale esteso come la Riserva delle Torbiere richiede attenzione e cure costanti, sia per conservare sia per ripristinare le caratteristiche di flora, fauna e morfologia che lo rendono particolare e prezioso. Uno dei problemi che impattano di più sul lavoro di conservazione è l’evoluzione geo-morfologica delle zone umide verso il progressivo interramento, spesso più rapido di quanto si potrebbe immaginare. Per una zona di acqua e acquitrini la questione è centrale. A incidere però sono anche la bassa qualità delle acque, deteriorate da scarichi fognari provenienti dagli abitati circostanti, la presenza di specie alloctone che portano squilibrio, il cambiamento del clima e le trasformazioni conseguenti alla pressione esercitata dalle azioni umane.

L’intervento

Nei giorni scorsi ha preso il via un nuovo intervento di salvaguardia e ripristino attivo dell’area naturale, che si sta concentrando nella zona nord-ovest confinante con la provinciale Iseo-Rovato, in località Ciochèt. Il nuovo progetto dell'ambito Habitat, finanziato con 196.657 euro da Regione Lombardia, prevede la creazione di una nuova zona umida di 700 metri quadri in cui si stanno ricavando cinque laghetti per la coltivazione di specie vegetali palustri, due di dimensioni più grandi e ben visibili anche dalla strada, e tre più piccoli poco distanti, dietro il bosco.

L'intervento rientra nel progetto «Habitat»
L'intervento rientra nel progetto «Habitat»

Le specie

Le principali piante lacustri immesse saranno l’hottonia palustris o violetta d’acqua, la utricolaria australis o erba vescica delle risaie, ninfee e giunchi. La zona umida sarà rinforzata da scavo e riapertura di alcuni vecchi canali interrati, per circa 130 metri lineari, tra il prato che circonda i laghetti e le vicinanze, che potranno ricominciare a raccogliere le acque piovane provenienti dalla strada e convogliarle verso il lago, passando sotto la grande rotatoria spartitraffico dotata di un deposito di pietrisco addetto alla filtrazione.

A completare le opere sarà la piantumazione di alberi, arbusti e piante acquatiche, e il taglio della vegetazione arbustiva invasiva o alloctona. I lavori, commissionati dall’ente presieduto dall'ingegner Marco Pilotti e progettati dagli studi Progetto Ambiente e Fagus, dureranno fino al prossimo 30 marzo. Li stanno eseguendo l’impresa Gardenlake di Sale Marasino, il botanico Glauco Patera, l’archeologo Paolo Sbrana, il direttore dei lavori Emanuela Lombardi e il responsabile del procedimento Nicola Della Torre.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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