È con l’alzabandiera alle 9 in punto, con le note scandite dell’Inno di Mameli, il canto degli italiani, che si è aperta ufficialmente la 97esima edizione dell’Adunata degli alpini a Genova. In piazza De Ferrari la cerimonia è stata accompagnata prima dall’introduzione del bresciano Angelo D’Acunto e dalle note della fanfara della brigata Taurinense, prima che sfilassero il labaro dell’Ana, il gonfalone storico di Genova la Superba e quello della Regione Liguria. Ha inizio così la tre giorni per la quale sono attese in città 400mila Penne nere e che culminerà con la sfilata di domenica.
«Per noi come hanno sempre detto l’adunata è un momento di incontro, di ritrovo e di condivisione – spiega il presidente dell’Ana Sebastiano Favero – e anche di affermazione dei nostri valori che sempre portiamo avanti tra i quali, voglio ricordarlo anche a Genova, vanno dal senso del dovere e del sacrificio fino alla solidarietà e al rispetto di tutti, Gli alpini lo hanno sempre dimostrato con i fatti, non con le parole».
Una prima volta per il bergamasco generale di divisione Alberto Vezzoli da comandante delle truppe alpine, che ha voluto sottolineare i valori che da sempre muovo le penne nere: «Aiutarsi e aiutare chi magari non ce la fa, aiutare chi è più debole e rispettare tutti quanti lavorando in silenzio senza chiedere mai niente. Perché gli alpini quando c’è da dare una mano, in silenzio ci sono sempre, anche qui a Genova come a Gemona cinquant’anni fa».

Dopo l’alzabandiera, prima sono stati tributati gli Onori ai Caduti, durante i quali è stata posta una corona al monumento dell’Arco della Vittoria, poi in piazza Verdi dei Giardini Brignole, sono state inaugurate le due cittadelle degli Alpini: quella militare allestita dalle Truppe Alpine dell’Esercito e quella della Protezione civile dell’Associazione Nazionale Alpini.
Il programma della giornata
Nel pomeriggio, poco prima delle 18, è previsto l’arrivo della Bandiera di Guerra del 2° Reggimento Alpini, che approderà alla banchina dei Magazzini del Cotone proveniente dala nave Amerigo Vespucci, a simboleggiare il legame tra Genova, città marinara, e la Genova terra di reclutamento alpino. La Bandiera proseguirà in sfilata da Palazzo San Giorgio fino a Piazza De Ferrari, dove si terranno i saluti istituzionali.
Tra polemiche e mugugni dei genovesi
Ma anche a Genova l’arrivo degli alpini è stato accompagnato dalle polemiche, come succede ormai da Rimini nel 2022. La sindaca della città Silvia Salis ha scelto una linea di equilibrio rispetto ai volantini, alle scritte, alle proteste dei movimenti femministi degli ultimi giorni: non criminalizzare gli alpini, ma accoglierli preparando la città a gestire il grande evento garantendo il reciproco rispetto.
Sul fronte interno, Salis ha dovuto gestire anche i mugugni per i possibili disagi ai cittadini, soprattutto alla circolazione: «Siamo genovesi e il mugugno fa parte del dna della città – afferma la sindaca –. Però come è successo nelle precedenti volte che abbiamo ospitato l’Adunata, anche questa volta csi sono grande affetto, entusiasmo e voglia di partecipare. Non parliamo delle polemiche: parliamo di abbracciare gli alpini, di passare tre giorni insieme a loro e fargli sentire il calore della città».
Anche il Governatore della Liguria, Marco Bucci, che era sindaco di Genova nel 2024 quando venne assegnata l’adunata, respinge fermamente le polemiche, circoscrivendole a una minoranza della cittadinanza: «Se ci sono delle persone che sono nelle mie enorme e ristretta minoranza che non apprezzano questi eventi, ognuno è libero di pensare quello che vuole. Ma non si è liberi di sporcare i muri, non si è liberi di fare delle affissioni che non hanno senso, non si è liberi di insultare. Quando si fanno cose assolutamente incivili non c’è più libertà. La libertà finisce sempre quando comincia quella degli altri e noi vogliamo che tutti qui a Genova si possano sentire liberi di manifestare la loro vicinanza agli alpini».



