Storie

Terremoto del Friuli, l’amore sbocciato nella cucina da campo

La giovane friulana Carla Copetti e il volontario di Gavardo Tiberio Persavalli si conobbero nei giorni difficili dopo il sisma
Ubaldo Vallini
Tiberio Persavalli e Carla Copetti nel 1976
Tiberio Persavalli e Carla Copetti nel 1976

Carla Copetti oggi è gavardese a tutti gli effetti, sposata da 44 anni con il suo Tiberio. Quel giovedì 6 maggio di cinquant’anni fa però era a Gemona, in Friuli, il paese dove è nata. Aveva 16 anni e stava tornando a casa in bicicletta. Sul portapacchi, in un cartone, una nidiata di pulcini. Pedalava veloce perché c’era da andare al Rosario. Di lì a poco avrebbe dovuto attraversare la Statale. Ci stava arrivando quando tutto si mise a ballare paurosamente: la bici, ma anche i muri delle case attorno a lei, «persino il cielo».

«Non so, sussultorio, ondulatorio... Ballava tutto e mi sono presa un grande spavento – ci racconta –. Lascio la bici, prendo sotto braccio il cartone coi pulcini e fra i calcinacci e la polvere mi metto a correre verso casa. Dopo un po’ i pulcini li lascio sotto un guard-rail, ben protetti, a 500 metri da casa. E corro, corro. In giro non c’era nessuno, per la strada vedo solo vagare un uomo che conosco, in accappatoio».

Carla Copetti ora - © www.giornaledibrescia.it
Carla Copetti ora - © www.giornaledibrescia.it

«Non so perché: nonostante le case attorno a me fossero tutte crollate immaginavo di trovare la mia tutta intera – aggiunge –. Invece era tutta aperta anche quella, si vedevano gli interni delle stanze. Siamo stati fortunati, nessuno di noi ci è rimasto sotto, ma eravamo per la strada e non sapevamo cosa fare: io, mamma e papà, mio fratello Silvano di 18 anni che era andato a fare lezione per la patente, Mario che ne aveva 18 era invece a fare il servizio militare».

I ricordi sono vividi e Carla nel rammentare guarda lontano, come se riuscisse a scorgere la sua terra natia. «I primi ad arrivare sono stati gli austriaci, alle due di notte, con le ruspe a sgomberare le strade dai calcinacci, poi tutti gli altri, a partire dai Vigili del Fuoco che hanno cominciato a portarci da mangiare. Non sapevo cosa fare e mi sono messa ad aiutare nella distribuzione dei pasti».

Fra i soccorritori anche gli alpini, che a Gemona ne sono morti una trentina di quelli della Julia sotto il crollo della caserma «Goi-Pantanali». Sono giorni drammatici: gli sfollati finiscono a Lignano, Caorle, Bibbione… Non Carla e i suoi. Hanno le bestie in stalla e nel pollaio si sistemano come possono, con assi e cartoni.

Il metalmeccanico Tiberio Persavalli, penna nera gavardese, è fra i volontari che prendendo le ferie andavano ad aiutare. Ed è lì che conosciuto la sua Carla, in una cucina da campo dove lei di dava da fare. Si sono sposati nel 1983: «Per l’occasione sono arrivati a Gemona due pullman di gavardesi, col grande don Antonio Andreassi ad officiare» sorride Carla.

Una volta in Valle Sabbia, dalla loro unione è nata Deborah, che oggi ha 34 anni. Carla si è sempre data da fare nella ristorazione e come collaboratrice domestica: risata schietta e battuta sempre pronta si è fatta voler bene da tutti. E Il Friuli? «Da quando non c’è più la mamma ci vado di meno, ma io mi sento ancora più “furlana” di Gemona che valsabbina di Gavardo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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