Cronaca

Adunata 2027, presentato il logo: tre «pitoti» con il cappello d’alpino

Questa mattina nel salone Vanvitelliano in Loggia erano presenti i rappresentanti delle istituzioni e il presidente dell’Ana, Sebastiano Favero. Ma anche gli studenti della Laba che hanno curato il disegno
Simone Bracchi

Simone Bracchi

Giornalista

Il logo per l'Adunata degli alpini 2027 a Brescia
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Il logo per l'Adunata degli alpini 2027 a Brescia

Le radici «profonde» del territorio bresciano abbinate ai valori fondamentali delle Penne nere. Il tutto raccontato attraverso la creatività delle nuove generazioni. C’è tutto questo nel logo dell’Adunata 2027, che si terrà a Brescia dal 7 al 9 maggio, realizzato dagli studenti della Laba. Tre «pitoti», simbolo delle incisioni rupestri camune, con cappelli di forma triangolare con una penna da alpino stilizzata. Sarà dunque «l’alpino preistorico» il marchio distintivo della manifestazione che in tre giorni porterà a Brescia quasi mezzo milione di persone.

Le autorità e le istituzioni

La presentazione del logo si è svolta questa mattina, mercoledì 30 settembre, nel salone Vanvitelliano di palazzo Loggia alla presenza delle autorità e delle istituzioni. Introdotti da Massimo Cortesi, consigliere dell’Associazione nazionale Alpini e responsabile della comunicazione Ana e direttore de L’Alpino, sono intervenuti il presidente di Adunata Alpini srl, la società che si occupa dell’organizzazione, Maurizio Pinamonti, poi il presidente della sezione Ana di Brescia, Enzo Rizzi – sul palco in rappresentanza dei colleghi delle altre due sezioni bresciane organizzatrici Riccardo Mariolini, vicepresidente vicario della Valle Camonica e Sergio Poinelli della sezione Ana Salò Monte Suello –, l’assessore regionale Simona Tironi, il consigliere provincia Daniele Mannatrizio e la sindaca di Brescia, Laura Castelletti. Ma soprattutto il presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero: «Sono bresciane grandi testimonianze concrete dell’impegno degli alpini per la gente e tra la gente, come la Scuola Nikolajewka, voluta dai nostri reduci, che oggi è la più grande e moderna struttura per la disabilità fisica in Italia, e la Casa dell’Alpino di Irma, primo edificio costruito dall’Ana nel 1938 per accogliere i giovani bisognosi in ambiente montano». 

La sinergia tra le sezioni

«Sarà soprattutto la grande azione sinergica tra tutte le Penne nere della nostra provincia: perché è nel saper lavorare tutti insieme, l’essenza vera di quella che noi chiamiamo alpinità, un modo di essere che spiega la grande popolarità e credibilità di cui godono i volontari alpini», le parole di Rizzini. In provincia di Brescia sono 284 i gruppi e circa 22mila i tesserati.

Parole di grande stima e affetto nei confronti delle Penne nere sono arrivate da Tironi e Mannatrizio, che hanno portato i saluti rispettivamente del presidente Attilio Fontana e del presidente Emanuele Moraschini.

«Siamo pronti e abbiamo voglia di questa adunata, sarà un momento entusiasmante. Ringraziamo gli alpini per la loro disponibilità nelle criticità e nei momenti difficili: siete una presenza e noi questo legame lo sentiamo», le parole della sindaca.

La presentazione del logo

Il logo presentato oggi è il segno grafico che identifica con immediatezza l’evento e che ad esso resta legato per sempre, perché verrà riprodotto su tutti i documenti ufficiali e su tutte le linee di prodotti collaterali che saranno proposti nell’occasione.

Per il logo la AA27, la Srl dell’Ana che gestisce l’Adunata 2027, ha scelto di brescianizzare l’operazione, coinvolgendo gli istituti d’arte della città e in particolare Laba (Libera accademia di belle arti) e Accademia Santa Giulia. Sono stati in tutto quattordici i loghi proposti da studenti e docenti delle due realtà: per la maggior parte davvero molto accattivanti e di sicura resa, e la scelta non è stata facile. Alla fine ha prevalso una delle proposte di Laba: guidati dal professore Marco Corona, gli studenti Samuel Archetti, Davide Boselli, Mattia Gargioni, Luca Pezzotti e Filippo Serafino.

Di cosa si tratta

Il logo vincitore è stato ispirato dallo studio delle incisioni rupestri preistoriche di Capo di Ponte in Valle Camonica, primo sito dell’Unesco in Italia. Gli studenti della Laba hanno ricavato dall’antichissimo alfabeto scavato nella roccia un nuovo tipo di carattere, che hanno chiamato Camuni Sans e con esso hanno realizzato la scritta Brescia 2027. «Osservando le figure dei guerrieri incise nelle rocce si è visto che molti portavano copricapi o elmi piumati: trasformando questi grafismi in un segno più moderno sono stati posti sul capo di tre Pitoti dei cappelli di forma triangolare con una penna da alpino stilizzata. Nel logo le tre figure di “alpino preistorico”, che rappresentano idealmente le tre Sezioni bresciane, sono proposte in verde, bianco e rosso a richiamare il Tricolore», ha spiegato il professore.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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