Cronaca

Il 5xmille nel Bresciano vale quasi 7 milioni: trend in crescita

Tra i primi beneficiari locali ci sono Acli provinciali, un’associazione di Chiari che si occupa di cani con problemi di salute e Fondazione Poliambulanza. In Italia svetta l’Airc
Per gli enti bresciani il 5 per mille dell'Irpef nell'anno finanziario 2025 vale quasi 7 milioni di euro
Per gli enti bresciani il 5 per mille dell'Irpef nell'anno finanziario 2025 vale quasi 7 milioni di euro

Quasi sette milioni di euro. È la cifra che il 5 per mille dell’Irpef porta nel Bresciano, dove cresce la torta destinata all’associazionismo e agli enti del territorio: oltre 1.800 i beneficiari chiamati a spartirsi le risorse. Emerge dal report riferito all’anno finanziario 2025 che l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato in questi giorni. Da noi la fetta più consistente della torta da 6.923.473 euro finisce alle Acli provinciali Aps: 178.772 euro grazie a 7.640 scelte dei contribuenti, in linea con i risultati degli ultimi anni.

La «top 15» bresciana

Al secondo posto per importo erogato c’è una realtà di Chiari, l’organizzazione di volontariato «Uno per tutti, tutti per loro», specializzata nell’accoglienza e nel recupero di cani anziani o con gravi problemi di salute. Per l’associazione il balzo è significativo: 167.178 euro, con una crescita del 46% rispetto all’anno precedente.

Sul terzo gradino si colloca la Fondazione Poliambulanza, che ottiene 137.923 euro. Anche in questo caso il trend è in forte aumento: +40% rispetto al 2024.

Scorrendo l’elenco dei beneficiari bresciani ecco, al quarto posto, l’Associazione Bambino emopatico Odv con 97.774 euro contro gli 87.490 dell’anno prima. Abe, questo l’acronimo, è una realtà molto conosciuta: da oltre 45 anni è al fianco dei bambini, affetti da leucemia, tumori e da patologie ematologiche croniche in cura nel Reparto di Oncoematologia pediatrica degli Spedali Civili.

Subito dopo ecco un’altra realtà che opera nel settore sanitario e della ricerca, il Fatebenefratelli, con 88.525 euro. Seguono Operazione Lieta, gli Amici di Raphael con sede a Calcinato, la Croce Bianca di Lumezzane e Sos Randagi.

Al decimo posto c’è il Centro culturale islamico di Brescia con 63.896 euro raccolti grazie a 4.390 scelte. Una somma in crescita rispetto al passato: era 28.321 nel 2021, 49.473 nel 2024. Ecco, poi il Comune di Brescia, con 61.292 euro, l’Università degli Studi di Brescia con 58.607, Cuore Amico Fraternità con 56.673, l’Associazione nazionale Famiglie numerose con 56.278 e la Fondazione Spedali Civili con 53.178.

Quest’ultima realtà - ricordiamo - raccoglie fondi da destinare allo sviluppo della ricerca, all’acquisto di attrezzature, alla crescita professionale degli operatori e all’adeguamento delle strutture dell’omonima Asst.

Guardando nel complesso i primi 15 beneficiari dell’anno finanziario 2025 emerge che a superare i 100mila euro sono solo tre enti (erano due l’anno precedente), concentrando il 7% del totale erogato. I dodici enti nella fascia tra i 50mila e i 100mila euro raccolgono l’11,7%. La larga base - quasi 1.700 enti con importo inferiore a 10mila euro - raccoglie il 47,7% delle risorse, testimoniando, così, la vitalità del tessuto associativo diffuso.

La soddisfazione delle Acli

Per le Acli provinciali il primo posto da 178.772 euro testimonia il legame consolidato con il territorio. Le 7.640 firme raccolte premiano una presenza diffusa in tutta la provincia attraverso 73 circoli, attivi tra servizi, iniziative sociali e momenti di aggregazione: «Questo risultato dimostra la fiducia che i bresciani ripongono nella nostra associazione - spiega la presidente Stefania Romano -. I circoli continuano a essere una presenza concreta per molte persone e sanno rispondere ai bisogni di una società in continua trasformazione».

Il sodalizio, che conta 11mila soci, utilizzerà le risorse per sostenere progetti consolidati e in fase di sperimentazione: la presidente cita, ad esempio, il percorso di geopolitica Fabula Mundi che ha ottenuto buoni consensi. «Ci stanno a cuore temi come la sostenibilità e la partecipazione. Guardando al futuro riteniamo che la vera sfida sia riuscire a coinvolgere i giovani».

La situazione italiana

A livello nazionale, l’Agenzia delle Entrate fa sapere che in base alle preferenze espresse dai cittadini nelle dichiarazioni dello scorso anno, sono oltre 96mila gli enti ammessi al contributo per un importo complessivo superiore a 602 milioni di euro. Ammontano invece a oltre 7,5 milioni di euro le somme attribuite agli enti esclusi dal beneficio.

In testa c’è il Terzo settore con 72.879 soggetti ammessi che otterranno oltre 378 milioni di euro. Seguono le associazioni sportive dilettantistiche e gli enti della ricerca. Negli elenchi figurano, inoltre, 7.904 Comuni italiani, destinatari di oltre 17 milioni di euro.

A svettare, al primo posto in Italia, è la Fondazione Airc per la ricerca sul cancro: grazie a 1,8 milioni di firme si è aggiudicata oltre 82,7 milioni di euro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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