Acli, primato a Brescia nel 5xmille: «Premiati per presenza e lavoro»

È l'ente che ha raccolto più donazioni. La presidente Stefania Romano: «Il nostro punto di forza è la riconoscibilità territoriale»
Stefania Romano, presidente delle Acli bresciane - © www.giornaledibrescia.it
Stefania Romano, presidente delle Acli bresciane - © www.giornaledibrescia.it
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Da Darfo a Milzano, da Palazzolo sull’Oglio a Desenzano. Le Acli, Associazioni cristiane lavoratori italiani bresciane, sono un’associazione di promozione sociale con una base associativa di 11mila tesserati e più di 200 dipendenti. Sono presenti sul territorio in diverse forme. Tra queste ci sono, nel Bresciano, una settantina di circoli, una fitta rete che nel dopoguerra prevedeva anche molti bar dove i nostri nonni si incontravano, facevano quattro chiacchiere e una partita a carte, e ora sono luoghi poliedrici ben distribuiti sul territorio, che promuovono incontri e azioni concrete nelle comunità o sono veicolo dei servizi Acli come patronato o caf.

Il primato

Ed è questo il motivo per il quale Acli, per la presidente Stefania Romano, è diventato l’ente che raccoglie più donazioni 5x1000 nel Bresciano: «Da qualche anno siamo ai primi posti e questo è legato al grande lavoro che facciamo sul territorio – analizza –. Intercettiamo i bisogni sociali, culturali e formativi, siamo promotori dell’approfondimento sulla geopolitica e di temi legati alla pace, proprio attraverso i circoli. Il nostro punto di forza è la riconoscibilità territoriale: i nostri circoli sono un punto di riferimento e penso che sia stato perché abbiamo saputo riconoscere le necessità della comunità. Dopo il Covid il tema della prossimità è una sfida».

I circoli

I circoli, come si diceva, sono molto diversi tra loro: «Animano il territorio e il sociale. Poi abbiamo anche i bar, sono una ventina quelli rimasti, che però sono cambiati negli anni intercettando target diversi come a Rovato e Travagliato dove sono diventati un luogo d’incontro per le famiglie». Nei circoli si trova di tutto: attività sociali e ricreative, alcuni ospitano il patronato, sono luoghi di socialità, quindi, e tutela dei diritti.

«I nostri 11mila soci sono persone che passano dal circolo o aderiscono partecipando alle attività. Diventando soci, poi, hanno anche una serie di scontistiche e convenzioni che per alcuni – dice la presidente – sono vantaggiose. Altri, invece, ruotano attorno ai nostri servizi ma non si tesserano pur restando a noi collegati. Insomma, il giro di chi può averci scelti è molto ampio». E questo in un orizzonte non certo facile per la partecipazione: «La crisi del tesseramento c’è ovunque – dice Romano –, per noi tiene abbastanza (e con molti sforzi). Leggo questo dato come una fidelizzazione e un riconoscimento del grande lavoro».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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