Cronaca

Badanti e colf: «Ecco cosa si può fare contro il sommerso»

Daniela Zorat
Le registrazioni dei contratti calano a fronte di un aumento degli anziani e delle persone che necessitano assistenza: alcune misure potrebbero aiutare
Una badante
Una badante
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L’impoverimento generalizzato delle famiglie, l’incremento dei costi dell’assistenza agli anziani (che di conseguenza viene svolta sempre di più dai familiari), il dilagare di società di servizi infermierizzati o di sostegno con personale assunto a giorni se non addirittura a ore. Questi sono alcuni dei fattori che secondo Luca Di Natale, segretario della Filcams Cgil, determinano il calo dei contratti regolarmente firmati da colf e badanti. Senza contare che a volte, con accordo delle stesse lavoratrici, vengono assicurate formalmente solo alcune ore di attività retribuite in busta paga, a fronte di un buon numero di ore pagate in nero.

Le ragioni

Una sorta di «grigio» che molte famiglie decidono di adottare soprattutto dopo il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro (unico per colf e badanti) scattato il 1° gennaio 2024 che ha comportato un aggravio di circa 100 euro nella spesa per le famiglie, come rileva da Fabio Raggi, responsabile del Patronato Acli. «Il numero di famiglie che si rivolge ai nostri sportelli - ha affermato - tolti gli anni 2021 e 2022 con l’erogazione straordinaria di bonus e voucher, sono pressoché stabili e ferme a 2mila. Per far fronte al grigio servirebbe più etica sociale - continua Raggi -, ma non è semplice perché parliamo di costi elevati da sostenere a fronte di stipendi e pensioni che non sono al passo con il costo della vita. Servirebbero aiuti mirati per sostenere le cure domiciliari e i rapporti di lavoro domestico. Sono stati pensati sussidi meritevoli ma con troppe limitazioni in termini di Isee (non superiore a 6mila euro) o persone che han diritto a beneficiarne (over 80). Una soluzione fiscale potrebbe essere l’aumento delle spese deducibili e detraibili per una parte di retribuzione».

Proposte

Non solo numeri ma anche proposte. L’associazione Domina non si è limitata a registrare i dati relativi al lavoro contrattualizzato di colf e badanti ma ha presentato alla Regione anche alcune idee per premiare la regolarità e la continuità dei rapporti di lavoro. «Misure come un meccanismo di cash back sui contributi Inps – spiega il segretario generale Gasparrini –, ma pure il trasferimento parziale e differito di una mensilità di NASpi come incentivo all’assunzione stabile e poi ancora la detrazione fiscale pari al 10% dei costi per il lavoro domestico possono contribuire a trasformare la regolarità da obbligo formale a scelta relativamente conveniente per tutti». Dal canto suo l’assessora regionale alla Famiglia, Elena Lucchini, ha ricordato il contributo alle spese previdenziali sostenute dalle famiglie da parte della Regione col Bonus assistenti familiari: «La regolarità di questi lavoratori rafforza la coesione sociale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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