Prima di tutti arrivò la Valtellina. Ma dopo qualche anno Brescia, Como e Milano diventarono l’epicentro di una sperimentazione destinata a fare scuola nel mondo del soccorso in tutta Italia. Quarant’anni fa il mondo correva meno veloce di oggi, eppure era già urgente raggiungere prima e meglio scenari emergenziali. Da quest’esigenza nacque il progetto dell’elisoccorso in Lombardia, diventato ben presto servizio cardine in luoghi ostili o impervi.
Il servizio della Regione Lombardia nacque nel 1986, quando vennero individuate le prime basi operative agli Spedali Civili di Brescia, al Niguarda di Milano e al Sant’Anna di Como. Il 15 luglio di quell’anno la prima missione del nuovo servizio con un elicottero di stanza all’ospedale di Desenzano del Garda. E fu storia.

Memoria
Per celebrare il doppio traguardo dei quarant’anni dal primo decollo e dei dieci dall’avvio del servizio notturno sul territorio, oggi la comunità bresciana e i professionisti del soccorso si sono riuniti a Mompiano. Mentre all’esterno della Fondazione Enac Lombardia al Cfp Canossa grandi e piccoli sono rimasti incantati dai mezzi di soccorso esposti per l’occasione, all’interno tutto il mondo del soccorso e del volontariato si è fermato per voltarsi indietro. «Cominciò tutto nel 1985 quando il bresciano Ettore Isacchini diventò assessore regionale alla Sanità e mi chiese di lavorare ai progetti di sviluppo dei servizi di emergenza e urgenza – racconta Carmelo Scarcella, ex dg di Ats Brescia, oggi con lo stesso ruolo in Brianza –. In quel momento le attività di soccorso aereo in Lombardia erano garantite saltuariamente dai mezzi militari». Scarcella va in Germania prima e in Svizzera poi per acquisire esperienze e competenze. Poi nell’estate di quel 1986 inizia la fase sperimentale.
«Non disponevamo di supporto logistico – ricorda Scarcella – quindi venne stipulata una convenzione con la Croce Bianca per il personale medico a bordo». Testimonianze e ricordi, come quelli dei pionieri, che hanno rappresentato il cuore della partecipata festa. «Quando il progetto regionale ha sviluppato l’elisoccorso abbiamo conquistato il territorio passo dopo passo – sottolinea il dottor Arturo Toninelli –. Abbiamo imparato ad andare nelle scarpate e nei luoghi impervi, ci siamo reinventati. L’elisoccorso di Brescia ha così cominciato a integrarsi con le associazioni sul territorio e quando è stata attivata la centrale operativa del 118 il servizio ha avuto un ruolo di primo piano. Se oggi siamo arrivati a questo livello di professionalità si deve anche ai pionieri dell’elisoccorso di Brescia».
Cambiamento
Quattro decenni di cambiamenti sociali attraversati affrontando difficoltà e ponendosi sempre nuovi obiettivi, senza mai abdicare alla originaria funzione essenziale. Dal 2008 la base Hems di Brescia è diventata parte integrante del sistema gestito dall’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza e nel 2016 è iniziata l’operatività h24 con tecnologie all’avanguardia: tra queste i visori notturni, che in dieci anni hanno consentito di effettuare atterraggi e decolli in sicurezza in siti non illuminati.
A Brescia si punta ora ad aumentare i numero dei voli e delle funzioni, non solo per il soccorso d’emergenza ma anche per i trasferimenti di pazienti tra i 100 ospedali secondari e gli hub principali. E tra le sfide del domani ci sono anche i droni, per aumentare velocità ed efficienza dei soccorsi, per continuare a salvare vite.




